Puntualità dei treni al 76%, ma furti e manomissioni frenano i progressi

23 Giugno 2026 · hexalab

Treno ad alta velocità rosso in stazione a Genova Piazza Principe, passeggeri in attesa e operai al lavoro sui binari

A Roma, nella sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, martedì 23 giugno, il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha riunito i vertici di Fs, Trenitalia, Rfi, Anas, Fs Engineering e Fs Security per fare il punto sulla circolazione ferroviaria estiva e sui ritardi, mentre sulla rete restano aperti 1.300 cantieri per il potenziamento dell’infrastruttura: dal confronto, ha spiegato il Mit, è emerso che la puntualità dei treni a giugno è salita al 76%, in miglioramento rispetto al 69% del 2025 e al 70% del 2024, nonostante un quadro operativo ancora appesantito da lavori, guasti e atti di sabotaggio.

Puntualità dei treni, i numeri del Mit

Il dato rivendicato dal Ministero dei Trasporti arriva al termine di una riunione convocata per verificare l’andamento del servizio nel pieno della stagione dei grandi spostamenti. Il punto, per il dicastero, è che la rete sta reggendo pur con un livello di interventi mai così alto: 1.300 cantieri attivi in tutta Italia, aperti per ammodernare linee, stazioni e nodi strategici. Eppure, proprio mentre i lavori continuano, la fotografia di giugno 2026 mostra un recupero della regolarità del servizio.

Secondo quanto riferito dal Mit, la quota di treni puntuali ha raggiunto il 76%, sette punti in più rispetto allo stesso mese del 2025 e sei rispetto al 2024. Un miglioramento che il ministero collega alla gestione della circolazione, ai correttivi introdotti negli ultimi mesi e a un coordinamento più stretto tra le società del gruppo. Il dato, va detto, fotografa un quadro generale e non cancella le difficoltà registrate sulle singole tratte, soprattutto nei nodi più esposti ai lavori.

Cantieri ferroviari e cause dei ritardi

Dalla riunione, fanno sapere dal ministero, è emerso anche un altro elemento: tra le principali cause dei disservizi non ci sono soltanto i cantieri ferroviari, ma anche le manomissioni della rete, i furti di rame e i guasti ai convogli di altre compagnie ferroviarie. Sono fattori diversi, spesso intrecciati, che incidono in modo diretto sulla tenuta degli orari e complicano il lavoro delle sale operative. Solo allora, quando si guarda al dettaglio delle interruzioni, il miglioramento della puntualità acquista un peso più leggibile.

Il riferimento più netto è proprio ai furti di rame, un problema che da anni colpisce la rete e che continua a produrre effetti immediati sulla circolazione. Il Mit ha spiegato che, nei primi mesi del 2026, questi episodi hanno provocato il ritardo di 600 treni. Non si tratta, quindi, di eventi marginali o isolati. In base alla ricostruzione del ministero, le sottrazioni di materiale e le manomissioni degli impianti restano tra le criticità più pesanti, perché bloccano o rallentano sistemi essenziali per la sicurezza e il controllo della marcia.

Il vertice con Salvini e il piano per l’estate

Al tavolo, insieme a Salvini, sedevano i rappresentanti delle principali società coinvolte nella gestione della mobilità e delle infrastrutture: Fs, Trenitalia, Rfi, Anas, Fs Engineering e Fs Security. La riunione, secondo quanto trapela, è servita a mettere in fila numeri, vulnerabilità e contromisure in vista dell’estate 2026, quando l’aumento dei flussi turistici e dei rientri concentra sulla rete una pressione ulteriore. Il ministero non ha indicato nuove percentuali-obiettivo, ma ha insistito sulla necessità di ridurre l’impatto delle criticità più frequenti.

Per i prossimi mesi è infatti previsto un potenziamento dei presidi operativi dedicati al monitoraggio della circolazione ferroviaria e alla gestione delle emergenze. In pratica, più controlli, più personale nei punti sensibili, una risposta più rapida in caso di anomalie o blocchi. Il lessico ministeriale resta asciutto, quasi tecnico, ma il messaggio è chiaro: con una rete attraversata da tanti interventi e con episodi di sabotaggio ancora presenti, la tenuta del servizio si gioca soprattutto sulla capacità di intervenire in fretta.

Estate 2026, cosa aspettarsi per chi viaggia

Per i passeggeri, il quadro che esce dal vertice è doppio. Da una parte c’è un dato di puntualità che segna un miglioramento rispetto agli ultimi due anni; dall’altra restano aperte fragilità note, dai cantieri ai guasti, fino ai furti che colpiscono gli impianti. Chi viaggerà nelle prossime settimane, quindi, si troverà dentro questa fase di transizione: una rete più monitorata, ma anche ancora sotto pressione. E in quel momento, sulla singola corsa, conteranno i dettagli — il nodo attraversato, l’orario, il tipo di linea.

Il ministero, almeno per ora, sceglie di leggere i numeri come un segnale incoraggiante. Il 76% di puntualità a giugno, sostiene il Mit, dimostra che i lavori in corso non hanno impedito un recupero rispetto agli anni precedenti. Resta però il nodo della continuità: se l’obiettivo è accompagnare i grandi investimenti senza scaricare i costi sui viaggiatori, il banco di prova sarà l’estate. Non solo i dati aggregati, insomma, ma la regolarità quotidiana dei treni tra stazioni, coincidenze e ritardi annunciati all’ultimo minuto.