Barberino’s accelera in Nord America e, tra il 2026 e i prossimi mesi, amplia la sua presenza a New York con due nuove aperture a Grand Central Terminal e Columbus Circle, mentre prepara il debutto in Canada attraverso una partnership con Harry Rosen: è questa la nuova fase di crescita del marchio italiano dei barbieri di lusso, che punta a rafforzarsi nei distretti a più alta visibilità e con maggiore capacità di spesa, senza inseguire — almeno per ora — una diffusione indiscriminata.
Barberino’s cresce a New York tra Grand Central e Columbus Circle
Dopo gli store già avviati su Madison Avenue all’angolo con la 53rd Street e al Rockefeller Center, il gruppo si prepara ad aprire altre due insegne nel cuore di Midtown Manhattan, un’area che per flussi, profilo della clientela e peso simbolico resta centrale nella strategia del brand. La prima sorgerà a Grand Central Terminal, uno degli snodi ferroviari più noti degli Stati Uniti, attraversato ogni giorno da pendolari, turisti e professionisti; la seconda arriverà a Columbus Circle, dove l’azienda promette quello che definisce “il più bello e ambizioso store mai realizzato da Barberino’s”. Non è un dettaglio secondario, anzi: scegliere luoghi così riconoscibili significa legare il marchio a indirizzi che parlano da soli. E in una città come New York, dove il passaggio conta quasi quanto il prodotto, la posizione pesa.
La strategia del ceo Michele Callegari: densità prima dell’espansione
A spiegare il senso dell’operazione è stato Michele Callegari, ceo di Barberino’s, che ha messo l’accento su una crescita mirata più che estesa. “Midtown è il cuore economico e simbolico della città: corporate, hospitality internazionale, turismo premium, flussi altissimi e una concentrazione unica di professionisti con capacità di spesa elevata”, ha detto. Poi ha aggiunto un passaggio che chiarisce la linea del gruppo: “La nostra strategia non è espansiva in senso orizzontale, ma concentrica. Costruiamo densità, riconoscibilità e reputazione in un’area ad altissima visibilità, prima di allargarci”. In altre parole, Barberino’s preferisce presidiare bene un quadrante chiave della città, creando familiarità e ripetizione, solo allora valutando nuovi mercati. Una scelta che riflette il posizionamento del marchio: servizio premium, ambienti curati, target maschile urbano. Eppure non c’è solo immagine; c’è anche una lettura precisa del traffico commerciale e del comportamento dei consumatori.
Dagli store ai prodotti: scouting in Florida e Nevada
Parallelamente alle nuove aperture, Barberino’s ha allargato il proprio raggio d’azione oltre il perimetro dei negozi fisici, spingendo sulla linea di prodotti grooming e cura della persona. Una parte dell’offerta, secondo quanto comunicato dall’azienda, è già presente da Bloomingdale’s, mentre l’arrivo da Saks Fifth Avenue segnerebbe un ulteriore salto di visibilità nel retail di fascia alta. È un passaggio che conta perché trasforma il brand da semplice rete di barber shop a marchio più completo, capace di vivere anche fuori dal punto vendita. Nel frattempo è partita un’attività di scouting in Florida e Nevada, due mercati che, per ragioni diverse, possono offrire bacini interessanti: da una parte il mix tra residenti ad alto reddito e turismo internazionale, dall’altra il peso dell’hospitality e dei flussi legati all’intrattenimento. Nessuna apertura è stata formalizzata, al momento, ma il lavoro preparatorio è iniziato. E in casi del genere, di solito, vuol dire che il dossier è già sul tavolo.
Debutto in Canada con Harry Rosen e nuova fase internazionale
La novità più netta fuori dagli Stati Uniti riguarda il Canada, dove Barberino’s si appresta a entrare grazie all’accordo con Harry Rosen, retailer considerato tra i più esclusivi nel settore della moda maschile nel Paese. La partnership non è casuale: appoggiarsi a un nome già riconosciuto dal pubblico premium consente al marchio italiano di ridurre i tempi di ingresso e, insieme, di presentarsi con una credibilità già consolidata presso una clientela affine. Per un’azienda nata nel segmento dei barbieri di lusso, il passaggio è delicato ma coerente: esportare non solo un servizio, ma un immaginario fatto di stile, routine e cura personale. In questo quadro, New York, Canada, la distribuzione nei department store e lo scouting nel Sud e nell’Ovest degli Stati Uniti sembrano tasselli dello stesso disegno. Non un’espansione a macchia d’olio, piuttosto una crescita per punti ad alta riconoscibilità. Misurata, certo. Ma sempre più internazionale.

