Milano chiude in rosso, Ftse Mib giù dell’1,46%

24 Giugno 2026 · hexalab

Sala trading con maxi schermi del DAX in rosso e grafico in calo alla Borsa di Francoforte

La Borsa di Milano ha chiuso la seduta di oggi, 24 giugno, in netto calo a Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha lasciato sul terreno l’1,46% pur restando sopra quota 52 mila punti, in una giornata segnata dalle vendite sui titoli industriali e tecnologici, con Stellantis e StMicroelectronics tra i più colpiti e con pochi acquisti difensivi a sostenere il listino. Il dato finale racconta un mercato prudente, quasi contratto nelle ultime ore di scambi: si è salvata la soglia psicologica dei 52.000 punti, eppure il tono della seduta è rimasto debole fino al fixing.

Ftse Mib in rosso, Milano limita i danni ma chiude in ribasso

Il principale indice di Piazza Affari ha archiviato la giornata a poco sopra i 52 mila punti, con un calo che fotografa una seduta in cui le vendite si sono concentrate soprattutto sui comparti più esposti al ciclo economico. Non è stato un crollo, questo no, ma il segnale arrivato dal mercato è chiaro: gli investitori hanno alleggerito posizioni su alcuni nomi pesanti del listino, mentre solo pochi titoli a carattere più difensivo hanno contenuto la discesa. In sala operativa, poco prima della chiusura, il commento era semplice: “si compra poco, si seleziona molto”, ha riferito un trader milanese, lasciando intendere un clima di cautela che da giorni accompagna le principali Borse europee.

StMicroelectronics e Stellantis tra i peggiori del listino

A guidare i ribassi sono stati soprattutto StMicroelectronics, che ha perso l’8,4%, e Stellantis, scesa del 6,7%, due arretramenti che da soli hanno pesato in modo visibile sull’andamento del Ftse Mib. Nel caso di St, il movimento è stato brusco, con ordini di vendita consistenti già nella parte centrale della seduta; per Stellantis, invece, il calo si è consolidato nel pomeriggio, quando il titolo ha allargato le perdite senza riuscire a trovare un vero rimbalzo. Sono flessioni che il mercato legge anche come un riflesso della sensibilità di questi gruppi al contesto internazionale, tra domanda industriale, settore auto e attese sulle prossime mosse delle banche centrali. Solo allora, a ridosso della chiusura, il quadro si è stabilizzato, ma senza un recupero degno di nota.

Amplifon ed Enel in controtendenza, acquisti sui difensivi

Nel listino milanese si sono mossi in direzione opposta Amplifon, in rialzo dell’1,69%, ed Enel, salita dello 0,8%, due titoli che hanno beneficiato di acquisti orientati verso profili considerati più stabili. È una dinamica già vista in altre sedute incerte: quando il mercato riduce l’esposizione ai nomi più volatili, parte dei flussi si sposta su società percepite come meno esposte agli scossoni del quadro macroeconomico. Amplifon ha tenuto dall’inizio alla fine, con volumi regolari, mentre Enel ha rafforzato il progresso nel finale, sostenuta da ordini in acquisto arrivati nell’ultima ora di contrattazioni. Poco, certo, rispetto ai ribassi accusati altrove, ma abbastanza per dare al listino alcuni punti di appoggio.

Il contesto di mercato e i segnali per le prossime sedute

La chiusura in calo di Milano si inserisce in una fase in cui i mercati stanno osservando con attenzione la tenuta della crescita, l’andamento dei rendimenti e le prospettive per i settori più legati all’industria e ai consumi. In giornate come questa, il superamento o la difesa di una soglia tecnica — nel caso del Ftse Mib, i 52 mila punti — conta anche sul piano psicologico, perché misura la capacità del listino di assorbire le vendite senza compromettere il trend delle ultime settimane. Per ora il mercato italiano conserva quel livello, ma la correzione odierna, specie sui titoli guida come Stellantis e StMicroelectronics, suggerisce una maggiore selettività. Gli operatori, spiegano dalle sale mercato, guarderanno già da domani alla qualità dei prossimi dati macro e all’intonazione delle altre piazze europee: se arriveranno segnali di stabilizzazione, Piazza Affari potrà provare a rimettersi in equilibrio; in caso contrario, la volatilità resterà lì, visibile, anche nelle prossime sedute.