Giuli sigla un accordo cinematografico storico tra Italia e Cina a Pechino

Giuli sigla un accordo cinematografico storico tra Italia e Cina a Pechino

Pechino, 3 febbraio 2026 – Italia e Cina hanno firmato oggi un nuovo Accordo di coproduzione cinematografica, un’intesa che punta a rilanciare la collaborazione tra i due Paesi nel mondo del cinema e a far tornare il cinema italiano protagonista in Asia. La firma è avvenuta nella capitale cinese, alla presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e del presidente di China Media Group, Shen Haixiong, che guida per Pechino le politiche legate a cinema e audiovisivo. Giuli ha parlato di un “nuovo impulso all’internazionalizzazione dell’industria cinematografica italiana”.

Un salto di qualità tra Italia e Cina

Il nuovo Accordo di coproduzione cinematografica arriva dopo la scadenza, nel 2021, del precedente patto tra i due Paesi. Da allora, anche se le relazioni culturali non si sono mai interrotte, l’assenza di un’intesa aggiornata aveva rallentato la realizzazione di progetti comuni. “Il cinema è un linguaggio che va oltre le parole”, ha detto Giuli dopo la firma. “Le coproduzioni internazionali, con incentivi chiari, sono un modo concreto per unire i popoli e far crescere il settore”.

La cerimonia si è svolta nella sede centrale di China Media Group, nel distretto di Chaoyang, a pochi passi dal centro amministrativo di Pechino. Erano presenti anche funzionari del Ministero della Cultura italiano e i rappresentanti delle principali case di produzione cinesi. L’accordo apre la strada a produttori italiani e cinesi per accedere a fondi e incentivi nei rispettivi Paesi, facilitando così la realizzazione di film, documentari e serie tv insieme.

Nuove opportunità per il cinema italiano

Per la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, questa firma segna “un passo avanti nella collaborazione tra Italia e Cina”, un percorso che in questi anni ha visto crescere l’interesse del pubblico cinese verso il cinema italiano. Progetti come ‘Italy-Country in Focus’ nei principali festival cinesi e il programma ‘Italian Screens’ hanno aiutato a portare l’attenzione di critici e spettatori asiatici sulle nostre produzioni.

“Abbiamo lavorato molto per costruire una relazione solida tra le nostre istituzioni e le industrie cinematografiche”, ha detto Borgonzoni. “Ora vediamo i risultati: nuove occasioni di lavoro per i nostri professionisti e una vetrina importante per il talento italiano nel mondo”.

Cinema, cultura e scambi sul grande schermo

L’incontro tra Giuli e Haixiong non ha riguardato solo la produzione di film, ma anche la distribuzione nei rispettivi mercati e la promozione del patrimonio culturale italiano sui media cinesi. Tra i temi sul tavolo, la realizzazione di documentari sulle città italiane e cinesi gemellate, che ospitano Siti Unesco. Un modo per rafforzare i legami culturali tra i due Paesi attraverso il cinema.

Secondo una nota del Ministero della Cultura italiano, l’accordo si inserisce in una strategia più ampia per promuovere il cinema italiano all’estero. La Cina è oggi uno dei mercati più vivaci al mondo: nel 2025, secondo l’UNESCO, ha prodotto oltre 1.200 lungometraggi, con incassi in continua crescita.

Il settore guarda con speranza

Tra i produttori italiani presenti a Pechino si respira un cauto ottimismo. “Questa è un’opportunità concreta per riprendere a lavorare con partner cinesi dopo anni difficili”, ha detto Marco Risi, regista e produttore romano. “Il pubblico cinese è curioso e attento alle storie europee, ma serve una strategia chiara per la distribuzione”.

Dall’altra parte, arrivano segnali positivi. “L’Italia ha una tradizione cinematografica di grande valore riconosciuta in tutto il mondo”, ha sottolineato Shen Haixiong durante la cerimonia. “Siamo pronti a mettere insieme risorse e competenze per creare opere che parlino a entrambe le culture”.

Prossimi passi e prospettive

La visita del ministro Giuli a Pechino continuerà nei prossimi giorni con incontri istituzionali e tavoli di lavoro dedicati alle nuove coproduzioni. L’obiettivo è lanciare almeno tre progetti congiunti tra società italiane e cinesi già entro il 2026.

Solo allora si potrà capire davvero l’impatto dell’accordo sul settore. Per ora, la firma segna il ritorno dell’Italia sulla scena asiatica. Una scommessa sulla creatività e il dialogo tra culture, che parte da un gesto concreto come quello di oggi.

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