Usa avvertono l’Ue: ‘Attenzione al Buy European sulle armi o ci saranno conseguenze’

Usa avvertono l'Ue: 'Attenzione al Buy European sulle armi o ci saranno conseguenze'

Bruxelles, 20 febbraio 2026 – Gli Stati Uniti hanno lanciato un chiaro avvertimento all’Unione Europea: se Bruxelles decidesse di introdurre clausole vincolanti “Buy European” nella revisione delle norme sugli appalti per la difesa, prevista per l’estate, potrebbero arrivare ritorsioni commerciali. La posizione americana, espressa in modo deciso dal Dipartimento della Difesa in un documento inviato alla Commissione Ue, segna un nuovo punto di tensione nei rapporti tra le due sponde dell’Atlantico su un tema cruciale come la sicurezza.

Washington avverte Bruxelles sulle regole degli appalti

Il messaggio, arrivato nelle ultime ore al termine della consultazione pubblica avviata da Bruxelles, non lascia margini di interpretazione. “Gli Stati Uniti si oppongono fermamente a qualsiasi modifica che limiti la capacità delle aziende Usa di accedere al mercato europeo”, si legge nel testo inviato dal Pentagono. Una posizione che, secondo fonti diplomatiche europee, era attesa, ma non con toni così espliciti.

La revisione delle norme sugli appalti per la difesa è uno dei dossier più delicati sul tavolo della Commissione guidata da Ursula von der Leyen. L’intento dichiarato di molti governi europei – con Francia e Italia in prima fila – è quello di rafforzare l’industria europea, specialmente alla luce delle attuali tensioni geopolitiche e della necessità di una maggiore autonomia strategica. Tuttavia, l’idea di introdurre clausole “Buy European” – che favorirebbero le imprese Ue nelle gare pubbliche – ha subito suscitato preoccupazioni a Washington.

Il rischio di una guerra commerciale sulla difesa

Secondo il Dipartimento della Difesa americano, un approccio protezionista sarebbe “sbagliato” e potrebbe scatenare una spirale di ritorsioni. In particolare, gli Stati Uniti minacciano di rivedere le deroghe previste dal loro “Buy American Act”, la legge che già impone restrizioni all’accesso delle aziende straniere agli appalti pubblici federali. Se Bruxelles decidesse di chiudere le porte alle aziende americane, Washington potrebbe fare lo stesso, limitando ulteriormente l’accesso ai gruppi europei.

Potremmo essere costretti a limitare l’accesso agevolato delle aziende Ue ad alcune gare”, afferma il documento. Una prospettiva che preoccupa non solo i grandi gruppi industriali – da Leonardo a Airbus – ma anche diversi governi europei, consapevoli della forte interdipendenza tra Europa e Stati Uniti nel settore della difesa.

Le reazioni in Europa e il calendario della riforma

A Bruxelles, la questione divide. Da una parte, c’è chi – come il commissario al Mercato interno Thierry Breton – spinge per una maggiore autonomia industriale europea, anche attraverso regole più severe. Dall’altra, alcuni Stati membri temono che una posizione troppo rigida possa danneggiare le relazioni con gli Stati Uniti, partner chiave nella Nato e fornitori di tecnologie strategiche.

Secondo fonti della Commissione, la consultazione pubblica si è chiusa la scorsa settimana e ora si passerà alla fase tecnica di analisi delle proposte. L’obiettivo è presentare una bozza di riforma entro giugno, con l’adozione definitiva prevista prima della pausa estiva. “Stiamo valutando tutte le opzioni, ma il dialogo con Washington resta aperto”, ha spiegato un funzionario europeo vicino al dossier.

Un equilibrio difficile tra autonomia e alleanze

Il nodo resta quello di sempre: come conciliare la spinta verso una maggiore autonomia strategica europea con la necessità di mantenere rapporti solidi con gli alleati americani. Negli ultimi mesi, questo tema è stato al centro di diversi incontri bilaterali e multilaterali, senza però trovare una sintesi condivisa.

Non possiamo permetterci una guerra commerciale sulla difesa proprio ora”, ha confidato un diplomatico italiano a margine di una riunione a Bruxelles. Eppure, la pressione politica interna – soprattutto in Francia e Germania – spinge per misure più incisive a tutela dell’industria europea.

Il prossimo passaggio sarà decisivo. Nei palazzi dell’Ue si lavora a una mediazione che eviti lo scontro diretto con Washington, ma non rinunci a rafforzare l’industria continentale. Una partita delicata, che rischia di ridefinire gli equilibri tra Europa e Stati Uniti proprio mentre lo scenario internazionale impone nuove scelte in materia di sicurezza e cooperazione.

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