Le leggendarie chitarre del rock all’asta da Christie’s

Le leggendarie chitarre del rock all’asta da Christie’s

La collezione di chitarre e strumenti storici appartenuta al miliardario americano Jim Irsay — già patron degli Indianapolis Colts — si prepara a cambiare volto. Gli eredi hanno deciso: tutto va all’asta da Christie’s a New York, dal 12 al 14 marzo 2026, con una sessione online dal 3 al 17 marzo. Un’eredità che, oltre a essere un tesoro per appassionati, è diventata anche una vera miniera d’oro per chi investe in cimeli e memorabilia.

Manhattan si accende: la collezione Irsay va all’incanto

Basta scorrere la lista dei nomi in catalogo per capire la portata dell’evento: tutti e quattro i Beatles, Bob Dylan, David Gilmour, Jerry Garcia, Kurt Cobain, Prince, Johnny Cash, Janis Joplin. E, dal mondo del jazz, mostri sacri come John Coltrane e Miles Davis. Christie’s ha messo in piedi quattro sessioni in sala e una parte digitale, con stime che in certi casi sfiorano — o superano — i milioni di dollari.

Il tutto si svolge nel cuore di Manhattan, e non è un caso. In queste settimane, tra addetti ai lavori e collezionisti (spesso accompagnati da esperti), l’atmosfera è quella delle grandi occasioni: si aprono custodie, si controllano numeri di serie, si sussurrano domande. E si prende appunti. “Questi strumenti ormai hanno una vita propria”, ripetono in Christie’s. Qui il confine tra oggetto e reliquia si fa sottile.

Cobain in vetrina: la Mustang di “Smells Like Teen Spirit” punta ai 5 milioni

Tra i pezzi che attirano più sguardi c’è lei: la Fender Mustang mancina del 1969 che Kurt Cobain imbracciava nel celebre video di “Smells Like Teen Spirit”. Per questa chitarra, Christie’s spara una stima tra 2,5 e 5 milioni di dollari. Cifre che dicono molto: qui non si paga solo il materiale, né soltanto il suono. Si compra l’icona, il fotogramma, il simbolo di un’epoca.

Gli operatori del settore lo confermano: la domanda è tenuta alta da vari fattori. Pochi pezzi certificati in circolazione, tanta nostalgia trasversale che muove nuovi capitali, soprattutto tra Millennials e Generation X, oggi più “liquidi” di qualche anno fa. Un mercante americano, durante una preview, la mette giù semplice: “Non cercano una chitarra qualsiasi. Vogliono quella”.

Clapton, Harrison e Lennon: non solo Cobain

La partita non si gioca solo sulle note di Cobain. In catalogo spuntano anche la Gibson SG del 1964 “The Fool” di Eric Clapton, che viaggia intorno al milione, e una Gibson SG appartenuta a George Harrison. Poi c’è la storia che fa la differenza: la Rickenbacker regalata da John Lennon a Ringo Starr nel 1968, nel pieno delle tensioni delle session di “The White Album”. Un gesto — si racconta — per spronare Ringo a scrivere più brani e ritrovare la calma in studio.

Sono dettagli come questi che, in un’asta del genere, valgono quasi quanto i certificati. Fanno la differenza i passaggi di mano, le foto d’epoca, le date segnate a matita. Anche le storie di corridoio, magari poco precise, bastano a costruire quella narrazione che fa impennare desiderio — e prezzi.

La “Black Strat” di Gilmour: leggenda da 4 milioni

Ma la vera star dell’asta è la “Black Strat” di David Gilmour, una Fender Stratocaster che il chitarrista dei Pink Floyd ha venduto a Irsay nel 2019 per quasi 4 milioni di dollari. Da Christie’s la presentano come uno dei rarissimi strumenti capaci di “rubare la scena” al proprio padrone. E il pedigree qui non si discute.

Comprata nel 1970 da Manny’s sulla 48ª strada a New York, la “Black Strat” è passata tra le mani di Gilmour in momenti cruciali: l’anfiteatro vuoto di Pompei nel 1971, e poi i grandi album dei Pink Floyd: “Dark Side of the Moon”, “Wish You Were Here”, “Animals”, “The Wall”. All’asta ci sarà anche la custodia originale delle tournée tra il 1979 e la metà degli anni Ottanta. Un dettaglio? Forse. Ma per i collezionisti è quasi un’impronta digitale.

Chitarre “blue chip”: perché attirano investitori e appassionati

Le chitarre “blue chip” — spiegano gli esperti — negli ultimi tempi hanno superato, come valore, molti altri oggetti da collezione. Il perché? Non c’è una sola ragione. Alla scarsità e alla nostalgia si aggiunge il fatto che tanti grandi del rock stanno, per forza di cose, avviandosi verso il tramonto della carriera. E il mercato già punta il binocolo su nuovi potenziali lotti “caldi”: Jimmy Page, Keith Richards, Bruce Springsteen.

Su Springsteen, in particolare, da anni si rincorrono le voci attorno a quella Fender Esquire anni Cinquanta con corpo Telecaster. È la chitarra che campeggia sulla copertina di “Born to Run” e anche su “Wrecking Ball”. Non è mai finita sul mercato, ma — assicurano alcuni — “prima o poi qualcuno busserà alla porta giusta”. Intanto, a New York, le porte di Christie’s sono spalancate. E la storia, una chitarra alla volta, cambia proprietario.

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