Mogol atterra a Roma in elicottero dei Vigili del Fuoco, Piantedosi lo difende dalle polemiche

Mogol atterra a Roma in elicottero dei Vigili del Fuoco, Piantedosi lo difende dalle polemiche

Mogol atterra a Roma sull’elicottero dei Vigili del Fuoco: pioggia di polemiche

Giulio Rapetti, meglio noto come Mogol, è arrivato a Roma la mattina del 27 febbraio 2026 a bordo di un elicottero dei Vigili del Fuoco. Era reduce dal premio alla carriera ricevuto al Festival di Sanremo. La scelta del velivolo, che ha portato Mogol e la moglie dalla Liguria alla Capitale per la festa del Corpo nazionale, ha scatenato un putiferio politico e sindacale. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha subito preso le difese del paroliere: “Un monumento nazionale”, l’ha definito. Ma l’Usb Vigili del Fuoco e diversi politici hanno gridato allo scandalo, parlando di “fatto gravissimo”.

Da Sanremo a Roma: premio, festa e onorificenza

Dopo la standing ovation all’Ariston, dove ha ricevuto il premio alla carriera e ascoltato l’inno dei Vigili del Fuoco da lui stesso scritto, Mogol è volato a Roma. Doveva partecipare alla prima festa in onore del Corpo. Il tutto si è svolto al Teatro Argentina, nel cuore della Capitale, davanti a istituzioni e autorità. In quell’occasione, Mogol è stato nominato vigile del fuoco ad honorem. “Il viaggio in elicottero è andato alla grande, i vigili del fuoco sono persone splendide, meravigliose e meritano il ringraziamento di tutti”, ha confidato ai giornalisti.

Scoppia la bufera: “Elicottero usato come taxi”

La notizia dell’elicottero dei Vigili del Fuoco messo a disposizione di Mogol ha fatto il giro del Paese e subito sono partite le reazioni. Il consigliere regionale ligure del Pd, Simone D’Angelo, non ha nascosto il suo stupore: “Leggere che l’elisoccorso per i cittadini liguri è stato usato come taxi speciale per un noto paroliere lascia sconcertati”, ha detto. D’Angelo ha chiesto spiegazioni al governatore Giovanni Toti e al Ministero dell’Interno, chiedendosi se il servizio per i cittadini sia stato messo in secondo piano.

Anche il sindacato Usb Vigili del Fuoco è stato netto: “Un mezzo di soccorso, pagato con soldi pubblici e destinato a salvare vite, è stato impiegato per scopi che nulla hanno a che vedere con la missione del Corpo”, si legge in una nota. Il sindacato ha ricordato che ogni ora di volo costa cara in carburante, manutenzione e personale.

Piantedosi risponde: “Solite polemiche”

Non si è fatta attendere la replica del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Davanti ai cronisti, ha tirato dritto: “Siamo felicissimi di aver avuto Mogol con noi e lo ringraziamo per quanto ci ha dato. Il resto sono le solite polemiche. Parliamo di un grandissimo artista, un monumento nazionale che ha regalato la sua arte anche ai Vigili del Fuoco. Gli siamo profondamente grati”.

Piantedosi ha ribadito che la presenza di Mogol è stato un riconoscimento per tutto il Corpo, ricordando il dono dell’inno ufficiale.

Mogol taglia corto: “Viaggio perfetto, grazie ai pompieri”

All’uscita dal Teatro Argentina, Mogol non si è lasciato trascinare nella polemica. “Viaggio ottimo, i pompieri sono splendidi”, ha ripetuto ai giornalisti, stringendo mani e sorridendo. Nessuna parola sulle critiche politiche o sindacali. Solo ringraziamenti per chi lo ha accompagnato da Sanremo a Roma.

Polemica ancora calda

La questione dell’elicottero dei Vigili del Fuoco usato per motivi non legati al soccorso continua a far discutere. Da una parte c’è chi parla di un tributo meritato a una figura chiave della musica italiana. Dall’altra chi teme che si apra un precedente pericoloso nell’uso delle risorse destinate alle emergenze. Al momento non risultano indagini ufficiali. Ma il caso, tra dichiarazioni e malumori, è tutt’altro che chiuso.

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