Atene contro Sparta, la sfida tra due potenze che ha cambiato la storia

Atene contro Sparta, la sfida tra due potenze che ha cambiato la storia

Canfora riscrive la guerra del Peloponneso: tra miti sfatati e sguardi sul presente

Martedì 10 febbraio 2026, in edicola con il Corriere della Sera, arriva il secondo volume della collana dedicata a Luciano Canfora: La grande guerra del Peloponneso. Un libro che non si limita a raccontare la solita storia del conflitto tra Atene e Sparta, ma la rilegge con occhio critico e senza peli sulla lingua. Canfora, uno dei filologi e storici più affermati in Italia, si diverte a smontare le verità che abbiamo sempre dato per scontate, partendo dal ruolo di Tucidide. Il grande storico, spesso dipinto come padre della storiografia “scientifica”, secondo Canfora sarebbe stato anche un narratore con molta fantasia.

“Fa sorridere che il venerato fondatore della storiografia ‘scientifica’ sia al tempo stesso considerato un provetto romanziere”, scrive Canfora. Prende di mira la vecchia storia secondo cui Tucidide sarebbe stato esiliato da Atene per vent’anni durante la guerra. E si chiede: come avrebbe fatto a raccontare con tanta precisione fatti e discorsi accaduti in città? L’unica risposta possibile è che, oltre a essere storico, Tucidide fosse anche un ottimo inventore di storie. Da qui la battuta di Canfora: “provetto romanziere”.

Atene e Sparta, dietro la facciata due potenze pronte allo scontro

Nel volume, che resterà in edicola per una settimana insieme al quotidiano, Canfora allarga il campo rispetto alle date tradizionali. Se Tucidide colloca l’inizio della guerra del Peloponneso al 431 a.C. e la fine al 404, Canfora propone di partire dal 447 e arrivare fino al 394 a.C. Così si capisce meglio da dove nasceva davvero la tensione tra le due città più potenti della Grecia.

Per Canfora, Atene e Sparta erano entrambe oligarchie, nonostante la fama democratica della prima. Atene viene descritta come “una città imperialistica, rissosa, autodistruttiva, inutilmente anzi rovinosamente oltranzista”. Il vero motivo della guerra? Non la difesa della democrazia, ma la voglia di Atene di allargare il proprio dominio sul mare, a discapito di Sparta. Da lì lo scontro armato era solo questione di tempo.

I Persiani: il terzo incomodo che ha cambiato tutto

Nel racconto di Canfora spunta anche il protagonista che di solito resta nell’ombra: l’Impero persiano. Non solo spettatore, ma vero e proprio artefice del destino del conflitto. Mentre Atene e Sparta si logoravano a vicenda, i Persiani seppero inserirsi nella partita, facendo pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Un dettaglio che, secondo Canfora, spesso passa sotto silenzio.

Quello che distingue davvero il lavoro dello studioso barese è il suo approccio da “segugio” dei testi antichi. Nessun dettaglio viene lasciato al caso: “L’assillo di confrontarsi a fondo con ciò che non quadra e di fornire prove delle sue deduzioni”, si legge nella presentazione. È il suo marchio di fabbrica.

Aristofane e la satira: ad Atene si rideva anche della politica

Nonostante le critiche alla retorica che dipinge la Atene classica come il paradiso della libertà, Canfora riconosce un tratto unico alla città: la forza della satira politica, soprattutto grazie al teatro di Aristofane. “La risata è un’arma politica di straordinaria efficacia”, spiega. Prendere in giro il potere voleva dire minarne l’autorità.

Anche durante la guerra, sul palcoscenico del teatro comico – molto meno prudente rispetto alla tragedia – gli intellettuali potevano criticare apertamente le scelte del governo. Segno che il dibattito pubblico, ad Atene, era vivo anche nei momenti più bui.

Una collana che riporta l’antico tra le pagine di oggi

La grande guerra del Peloponneso è solo una tappa di una raccolta di 25 volumi che ripercorrono le opere principali di Luciano Canfora – dal successo su Giulio Cesare (ancora in edicola) a titoli come Filologia e libertà e La biblioteca del patriarca. Tutta la serie si trova anche in abbinamento con La Gazzetta dello Sport.

Canfora, classe 1942, è uno degli intellettuali più ascoltati del nostro tempo. Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo. Ha diretto riviste come Quaderni di Storia, curato collane per Sellerio ed Edizioni di Pagina, e fa parte dei direttivi di periodici internazionali come “Historia y critica” (Santiago), “Journal of Classical Tradition” (Boston) e “Limes” (Roma).

L’appuntamento successivo con la collana è fissato per il 17 febbraio, quando uscirà Augusto, figlio di Dio. Nel frattempo, il volume sulla guerra del Peloponneso invita i lettori a guardare all’antichità con occhi nuovi, scoprendo quanto quelle storie di potere, guerra e politica ci riguardino ancora oggi.

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