Teheran: accordo con gli Stati Uniti in arrivo entro 72 ore
Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, ha annunciato oggi, 20 febbraio 2026, che una bozza di accordo tra Iran e Stati Uniti sarà pronta “entro due o tre giorni”. Prima di finire sul tavolo americano, il testo dovrà però ottenere il via libera dei vertici iraniani. Solo dopo passerà nelle mani di Steve Witkoff, rappresentante di Washington. L’annuncio è arrivato in diretta sul programma Morning Joe della Msnbc, mentre la diplomazia internazionale tiene il fiato sospeso, attenta a ogni mossa in arrivo dal Medio Oriente.
Dopo mesi di stallo, spiragli per un’intesa
Araghchi ha spiegato che questa bozza di accordo è il risultato di settimane di trattative a porte chiuse tra le delegazioni dei due Paesi. “Adesso il prossimo passo è presentare la bozza agli americani”, ha detto il ministro, lasciando intendere che ormai si è agli sgoccioli. Toccherà però ai capi di Teheran dare l’ok definitivo, poi il testo volerà a Washington.
Fonti diplomatiche, vicine ai negoziati, parlano di un clima più disteso rispetto ai mesi scorsi. I dettagli, però, restano top secret. La scadenza indicata da Araghchi – due o tre giorni – sorprende: tempi così rapidi non si vedono spesso in trattative di questo livello. Segno che, forse, i problemi più grossi sono già stati superati.
Nucleare e sanzioni, i nodi ancora da sciogliere
Al centro delle discussioni ci sono due questioni che da anni dividono le parti: il programma nucleare iraniano e le sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti. Araghchi ha precisato che “gli Usa non ci hanno chiesto l’arricchimento zero”, lasciando intendere che su questo punto – il più delicato – potrebbe esserci margine per un compromesso.
Negli ultimi giorni, da Washington erano arrivate richieste di “garanzie verificabili” sugli impegni iraniani. Per Teheran, invece, la priorità resta togliere, almeno in parte, le sanzioni che hanno messo in ginocchio l’economia del Paese. “Serve un equilibrio tra sicurezza e sviluppo”, ha spiegato un diplomatico iraniano, sentito al telefono nel tardo pomeriggio.
Reazioni tiepide ma attente dalle capitali internazionali
La notizia della possibile bozza di accordo ha subito fatto il giro delle principali capitali europee, dove si guarda con attenzione a ogni sviluppo. L’Unione Europea, con una nota del portavoce per gli Affari Esteri, ha ribadito che “la soluzione alla questione del nucleare iraniano deve essere diplomatica”. A Bruxelles si segue la vicenda col fiato sospeso, consapevoli che un’intesa potrebbe spostare gli equilibri in tutta la regione.
A Washington, invece, bocche cucite. Nessun commento ufficiale dalla Casa Bianca. Da fonti vicine al Dipartimento di Stato filtra solo che, prima di qualsiasi valutazione pubblica, si aspetta di ricevere il testo ufficiale. Anche Steve Witkoff, il referente americano, per ora preferisce il silenzio.
I prossimi giorni saranno decisivi
Se i tempi annunciati da Araghchi verranno rispettati, già nel fine settimana potrebbero arrivare i primi dettagli concreti sull’accordo Iran-USA. Restano però diversi punti interrogativi: dal peso reale delle concessioni reciproche, fino alla reazione dei falchi sia a Teheran sia a Washington. In passato, proprio le pressioni interne avevano spesso frenato o addirittura fatto saltare trattative simili.
Per adesso la diplomazia accelera. “Siamo consapevoli delle difficoltà, ma anche delle opportunità”, ha confidato un funzionario iraniano incontrato nei corridoi del Ministero degli Esteri poco dopo la notizia. Nei prossimi giorni si capirà se questa bozza segnerà davvero una svolta storica o rimarrà solo l’ennesimo tentativo in una vicenda che va avanti da decenni.

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