Vertice a Chigi: il governo si confronta con Gualtieri e Rocca sulle nuove sfide per Roma Capitale

Vertice a Chigi: il governo si confronta con Gualtieri e Rocca sulle nuove sfide per Roma Capitale

Scontro a Palazzo Chigi sul ddl Roma Capitale: faccia a faccia Governo, Gualtieri e Rocca

Si è chiuso oggi, martedì 26 febbraio 2026, intorno alle 14.15, il vertice a Palazzo Chigi tra il Governo, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Quasi due ore di confronto serrato, iniziato poco dopo mezzogiorno, con un solo argomento in agenda: il disegno di legge su Roma Capitale, che dovrebbe arrivare in Aula nelle prossime settimane. Un appuntamento cruciale per la riforma della città, con l’obiettivo di dare più forza ai poteri amministrativi e finanziari della Capitale.

Poteri speciali e soldi: il cuore della trattativa

Stando a quanto filtra dai presenti, la discussione si è concentrata soprattutto su quali poteri speciali assegnare a Roma e su come trovare le risorse necessarie. Gualtieri, arrivato a Palazzo Chigi poco prima delle 12, è stato chiaro: “Servono strumenti veri per governare una città complessa come Roma”, ha detto, ricordando che la Capitale ha problemi e bisogni diversi rispetto agli altri comuni. Sulla stessa linea Rocca, che ha parlato di “un’occasione per rafforzare il ruolo di Roma anche sul piano internazionale”.

Il Governo, rappresentato dal sottosegretario Alfredo Mantovano e dal ministro Roberto Calderoli, ha ascoltato le richieste di Comune e Regione. “C’è la volontà di arrivare a un testo condiviso”, fanno sapere da Palazzo Chigi. Ma restano ancora diversi punti delicati, soprattutto su come dividere le competenze tra Comune, Regione e Stato.

Tempi stretti e prossime mosse

Il disegno di legge su Roma Capitale dovrebbe arrivare in Parlamento entro metà marzo. Il Governo vuole accelerare, puntando all’approvazione definitiva prima dell’estate. “Roma ha bisogno di certezze e di tempi rapidi”, confida un collaboratore di Gualtieri all’uscita da Palazzo Chigi. Nel testo si parla di deleghe specifiche su urbanistica, trasporti e sicurezza, oltre a una parte dedicata ai fondi.

Non sono mancati momenti di tensione. Soprattutto Rocca avrebbe insistito per avere più voce in capitolo su alcune decisioni strategiche. “Serve equilibrio tra le istituzioni”, avrebbe detto rivolgendosi ai rappresentanti del Governo.

Prime reazioni: maggioranza divisa, clima acceso

Intanto, a Montecitorio e Palazzo Madama già si registrano le prime reazioni. Il Partito Democratico si dice soddisfatto dell’apertura al dialogo. Più prudente il Movimento 5 Stelle, che chiede “trasparenza sui criteri di assegnazione delle risorse”. Fratelli d’Italia, tramite il capogruppo Tommaso Foti, avverte: “Attenzione a non creare doppioni e burocrazia inutile”.

Il clima è teso ma nessuno si tira indietro. Nei corridoi di Palazzo Chigi si avverte una certa pressione: “Roma non può più aspettare, serve una svolta vera”, sintetizza un funzionario ministeriale che segue da vicino il dossier.

Perché il ddl Roma Capitale è una partita centrale

La questione di Roma Capitale torna regolarmente al centro del dibattito politico. Con quasi tre milioni di abitanti e il peso di sede delle principali istituzioni, Roma ha bisogno di una gestione diversa dagli altri capoluoghi. Il disegno di legge mira a superare la frammentazione attuale e a dare al Campidoglio strumenti più rapidi ed efficaci per affrontare problemi come traffico, rifiuti e sicurezza.

Uno studio della Sapienza, citato dal Campidoglio, parla chiaro: senza poteri speciali, Roma avrebbe perso circa 1 miliardo di euro negli ultimi dieci anni, tra fondi europei sfumati e ritardi nei grandi progetti.

La partita è aperta: attesa per la Commissione

Il prossimo passo sarà l’audizione dei rappresentanti degli enti locali in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Solo allora si capirà se le richieste di oggi finiranno davvero nel testo finale. Per ora, sia Gualtieri che Rocca hanno lasciato Palazzo Chigi senza fermarsi dai cronisti. Segno che la trattativa è tutt’altro che chiusa.

La sfida per Roma Capitale entra ora nel vivo. Nei prossimi giorni sono attesi nuovi incontri tecnici tra Governo, Comune e Regione per limare gli ultimi dettagli. L’obiettivo resta quello di dare alla città regole nuove, all’altezza delle sue ambizioni e dei suoi problemi di ogni giorno.

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