Wall Street, lunedì 24 marzo 2026, ha iniziato la giornata col piede sbagliato. Il Dow Jones ha perso lo 0,79% e si è fermato a 45.823,43 punti. Giù anche il Nasdaq, che lascia sul terreno lo 0,48% a 21.844,03 punti, mentre lo S&P 500 scende dello 0,51% a 6.544,72 punti. Un avvio che fotografa bene l’incertezza tra gli investitori americani, che guardano ai nuovi dati economici e aspettano di capire quali saranno le prossime mosse della Federal Reserve.
Partenza fiacca a New York: vendite su tutta la linea
La seduta si è aperta alle 9:30 locali (le 14:30 in Italia) in un clima di evidente prudenza. Il Dow Jones è scivolato subito, seguito dal Nasdaq – dove pesano soprattutto le big tech – e dallo S&P 500, che offre uno spaccato più ampio della Borsa USA. Le vendite sono partite forti, spinte sia dal desiderio di incassare dopo i recenti rialzi sia dai soliti dubbi legati all’inflazione.
“Gli investitori vogliono certezze dalla Fed”, ha detto Mark Johnson, analista di Morgan Stanley a Manhattan. “Tutti aspettano i dati sull’inflazione core di domani e soprattutto quello che dirà Powell”.
Inflazione, la Fed e i timori di nuovi scossoni
A tenere banco è, ancora una volta, l’inflazione. Negli Stati Uniti, i prezzi al consumo corrono più del previsto. I numeri diffusi dal Bureau of Labor Statistics parlano chiaro: a febbraio l’indice è salito dello 0,4% rispetto al mese precedente. Un aumento che riaccende i timori su cosa farà la Federal Reserve.
Il mercato teme che la banca centrale possa continuare a mantenere la barra dritta sui tassi ancora per un po’. “Se la Fed dovesse restare prudente”, ha confidato un trader newyorkese a pochi minuti dall’apertura, “prepariamoci a giornate ancora movimentate”. Solo nei prossimi giorni si capirà se questo clima negativo è solo una pausa o l’inizio di qualcosa di più serio.
Tecnologia e industria in affanno: i titoli peggiori
Tra i settori più colpiti spiccano tecnologia e industria. Apple e Microsoft hanno aperto in rosso, lasciando sul campo circa mezzo punto percentuale. Male anche Boeing e General Electric, finite subito nel mirino delle vendite. Gli addetti ai lavori parlano di una rotazione verso titoli considerati più sicuri.
“Su molti titoli growth si vede una certa cautela”, spiega Emily Carter, strategist di JP Morgan. “Non pochi investitori stanno spostando risorse su settori meno sensibili alle oscillazioni dei tassi”. Utilities e beni di consumo, infatti, reggono meglio.
Attesa e tensione: il mercato aspetta nuovi segnali
Il pomeriggio promette di essere agitato anche sul fronte delle dichiarazioni ufficiali. Il segretario al Tesoro, Janet Yellen, parlerà davanti alla commissione Finanze del Senato. Occhi puntati anche sulle nuove previsioni di crescita del Conference Board.
Intanto, la cautela resta d’obbligo. “Il mercato cerca un punto d’equilibrio tra speranze di crescita e paura dell’inflazione”, dice un gestore di fondi newyorkese contattato attorno alle 10:15. “Tutto dipenderà dai dati in arrivo nelle prossime ore”.
Pressioni dall’estero: le Borse restano in bilico
Non sono solo i problemi interni a pesare. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina restano latenti, così come le preoccupazioni per la situazione in Medio Oriente. In Europa, le principali Borse partono deboli: Francoforte e Parigi perdono circa lo 0,4%, Milano poco sotto la parità.
In sintesi, questa apertura debole di Wall Street riflette un clima di attesa e nervosismo diffuso. Le prossime ore saranno cruciali per capire se si tratta solo di una battuta d’arresto o del segnale d’allarme per una correzione più ampia.

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