Los Angeles, 2 febbraio 2026 – Marilyn Monroe compie cento anni e il mondo si prepara a festeggiarla con una serie di eventi, mostre e iniziative che, da Los Angeles a Parigi e Londra, vogliono raccontare tutta la complessità di un’icona senza tempo. Dal 31 maggio, alla vigilia del suo compleanno ufficiale del 1° giugno, il Museo dell’Academy di Los Angeles aprirà le porte a una grande mostra con oggetti originali: abiti di scena, fotografie, lettere e materiali rari che ripercorrono la vita di una diva capace di entrare nell’immaginario collettivo.
Los Angeles e Parigi: due città per un mito
Al centro delle celebrazioni c’è la mostra al Museo dell’Academy, che espone centinaia di cimeli appartenuti a Marilyn Monroe. Tra i pezzi più attesi, costumi dei suoi film più famosi, fotografie d’epoca e lettere private. “Vogliamo raccontare la donna oltre il mito”, spiegano i curatori, mostrando non solo la star di Hollywood, ma anche la persona fragile e complessa dietro quel sorriso così famoso.
Dall’8 aprile al 26 luglio, la Cinémathèque Française di Parigi ospiterà “Marilyn Monroe turns 100!”, una rassegna che vuole andare oltre i soliti cliché. In programma ci sono filmati rari, manifesti originali e una selezione di fotografie che ripercorrono la carriera dell’attrice. “Vogliamo restituire l’immagine di una figura che ha parlato a generazioni diverse”, ha spiegato il direttore Frédéric Bonnaud.
Immersione nel mito: tra tecnologia e teatro
Non ci saranno solo mostre. In primavera partirà da Hollywood un’esperienza immersiva itinerante: stanze multisensoriali, fotografie in 3D, cimeli rari e contenuti interattivi per far entrare il pubblico nella vita e nel mito di Marilyn Monroe. Un percorso pensato soprattutto per i più giovani, che forse conoscono l’attrice solo attraverso i suoi ruoli più famosi, da “A qualcuno piace caldo” a “La febbre del settimo anno”.
A Londra, invece, sarà il teatro a riportare in scena la leggenda. Dal prossimo aprile al Crazy Cogs andrà in scena “Marilyn: 100 Years of a Legend”, uno spettacolo musicale e teatrale in cui la storica sosia Suzie Kennedy interpreterà l’attrice. “Non si tratta solo di imitare Marilyn – ha detto Kennedy – ma di raccontarne l’umanità, le sue fragilità”.
I colori di Marilyn e il libro del centenario
Tra le iniziative più originali c’è la collaborazione con Pantone, che ha creato la “Pantone Marilyn Monroe Collection Palette”. Una gamma di colori ispirati alle diverse sfumature dell’identità della diva: dal bianco “Star White” al rosso acceso “High Risk Red”. “Abbiamo voluto tradurre in colori le emozioni che Marilyn ha sempre suscitato”, ha spiegato Laurie Pressman, vicepresidente del Pantone Color Institute.
Non poteva mancare un libro ufficiale per il centenario. In collaborazione con la Marilyn Monroe Estate è stato pubblicato “Marilyn Monroe 100”, l’unico volume fotografico autorizzato per l’anniversario. Sfogliando le pagine si incontrano gli scatti di grandi fotografi che hanno immortalato Marilyn, da André de Dienes e Joseph Jasgur, che catturarono la giovane Norma Jeane Mortenson, fino ai ritratti promozionali di John Florea e Philippe Halsman.
Scatti inediti e l’eredità di un mito
Il libro include anche fotografie intime di Eve Arnold, Elliott Erwitt, Bruce Davidson e Henri Cartier-Bresson, scattate sui set dei suoi film più famosi. Non mancano i ritratti raffinati di Cecil Beaton e Richard Avedon, insieme agli scatti privati di Alfred Eisenstaedt, Sam Shaw, George Barris e Milton Greene. Il volume si chiude con “The Last Sitting” di Bert Stern e alcune immagini recentemente ritrovate di una Marilyn luminosa e sorridente, scattate da Allan Grant per Life pochi giorni prima della sua morte.
A cento anni dalla sua nascita, il 1° giugno 1926 a Los Angeles, Marilyn Monroe resta un simbolo di bellezza e fragilità, desiderio e solitudine. Le celebrazioni per il centenario non sono solo un omaggio alla diva, ma anche un’occasione per riflettere su come il suo mito continui a parlare ancora oggi. “Marilyn è stata tante cose – ha ricordato la storica del cinema Laura Mulvey – ma soprattutto una donna che ha saputo trasformare le sue ferite in arte”.
