A Montecitorio un giardino tricolore celebra gli 80 anni della Repubblica

Cortile istituzionale con fontana centrale e aiuole di fiori rossi e bianchi, bandiera italiana appesa sullo sfondo

Roma, 4 giugno 2026 – Un giardino tricolore nel cortile d’onore di Montecitorio accompagna in questi giorni le celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, con un’installazione di fiori e piante italiane presentata alla Camera alla presenza del presidente Lorenzo Fontana, del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, del sottosegretario Patrizio La Pietra e di rappresentanti del settore florovivaistico, per valorizzare un comparto considerato parte dell’identità produttiva del Paese.

Il cortile d’onore trasformato in un tricolore diffuso

Nel cuore di Palazzo Montecitorio, ai lati della fontana centrale, è stato allestito un giardino destrutturato che richiama i colori della bandiera italiana senza riprodurla in modo rigido: il verde, il bianco e il rosso affiorano dalle aiuole attraverso essenze ornamentali, composizioni floreali e piante scelte dai vivaisti. L’effetto, visto dal cortile, è quello di un tricolore diffuso, più vicino a un paesaggio temporaneo che a una scenografia istituzionale.

L’installazione, intitolata “Vivaismo, eccellenza e identità d’Italia”, è stata pensata per prolungare il clima delle celebrazioni del 2 Giugno dentro la sede della Camera. Tra deputati, tecnici e operatori del comparto, la presentazione si è svolta in un’atmosfera ordinata, con passaggi davanti alle aiuole e brevi scambi tra i rappresentanti delle istituzioni. Qualcuno, fermandosi vicino alla fontana, ha indicato le varietà utilizzate. Dettagli minuti, ma cercati.

L’iniziativa vuole legare la ricorrenza repubblicana a un settore spesso lontano dai riflettori, eppure presente nella vita quotidiana dei territori: dai distretti produttivi alle serre, dalle aziende familiari all’export di piante ornamentali. In questo caso, il linguaggio scelto è quello dei fiori e delle piante, usati come simbolo di appartenenza, lavoro e continuità.

Fontana: florovivaismo tra territori, lavoro e innovazione

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana, intervenendo davanti agli operatori del settore, ha richiamato il legame tra territori, eccellenza e lavoro. Un intreccio, ha spiegato, che nel florovivaismo italiano nasce da una cultura radicata e arriva fino alle imprese di oggi, capaci di misurarsi con mercati, ricerca e nuove tecniche produttive. “È una cultura secolare giunta sino ai giorni nostri”, ha detto, rivolgendosi in particolare ai vivaisti presenti.

Fontana ha indicato il comparto come un motore di crescita e un bacino occupazionale non marginale, ma anche come un laboratorio nel quale convivono esperienza artigiana e innovazione. Il passaggio non è stato solo celebrativo: il presidente ha insistito sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e realtà locali, definendola una sinergia utile a rendere il settore più competitivo. Una frase, poi, ha riassunto il senso politico dell’iniziativa: il florovivaismo, ha osservato, è “una risorsa preziosa per il Paese” e ha ancora molto da offrire.

Nel cortile, intanto, la presenza dei rappresentanti delle associazioni di categoria ha dato alla cerimonia un tono concreto. Non soltanto una cornice verde per la festa nazionale, dunque, ma anche un’occasione per portare dentro Montecitorio le istanze di un mondo produttivo fatto di aziende, distretti e manodopera specializzata.

Lollobrigida rivendica il peso economico del settore da 3 miliardi

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha collegato il giardino tricolore al tema più ampio del Made in Italy, sottolineando come piante e fiori possano rappresentare una sintesi tra bellezza, sostenibilità, tradizione e capacità produttiva. Dopo aver visitato l’allestimento, il ministro ha scherzato con i presenti: “La qualità del Made in Italy si può assaporare anche con gli occhi”. Una battuta, ma dentro un discorso molto economico.

Secondo i dati richiamati dal ministro, il settore florovivaistico vale oltre 3 miliardi di euro, comprende circa 27mila aziende e sostiene migliaia di posti di lavoro. Numeri che Lollobrigida ha usato per rimarcare il peso del comparto all’interno dell’agricoltura italiana e per rivendicare gli effetti della prima legge quadro sul florovivaismo, promossa dal sottosegretario Patrizio La Pietra e sostenuta da Fratelli d’Italia.

Il provvedimento, ha spiegato Lollobrigida, ha introdotto misure pensate per rafforzare la qualità del modello produttivo e la capacità competitiva delle imprese italiane anche all’estero. Il ministro ha parlato di un settore “preso d’esempio” fuori dai confini nazionali, insistendo sulla necessità di accompagnare le aziende in un percorso che tenga insieme mercato, tutela del paesaggio e competenze tecniche. Parole pronunciate tra le aiuole, con i vivaisti a pochi metri. Non un dettaglio secondario.

L’iniziativa dei vivaisti pistoiesi e il calendario dello smontaggio

A promuovere l’iniziativa è stata la deputata Irene Gori, esponente di Fratelli d’Italia e originaria del territorio pistoiese, insieme all’Associazione Vivaisti Italiani e al distretto vivaistico ornamentale di Pistoia, una delle aree più rappresentative del comparto. La parlamentare ha sottolineato il valore simbolico delle piante, capaci – ha detto – di ricordare che il Paese ha “radici forti” ma sa guardare avanti.

Il riferimento a Pistoia non è casuale. Il distretto vivaistico toscano è da anni uno dei poli principali per la produzione ornamentale italiana, con aziende che lavorano per il mercato interno e per l’esportazione. Portare alcune di quelle competenze nel cortile di Montecitorio, per i promotori, significa dare visibilità a un sistema produttivo che unisce manualità, ricerca varietale, logistica e attenzione al verde urbano.

Il giardino di Montecitorio resterà allestito fino a venerdì, quando è previsto lo smontaggio delle aiuole temporanee. Solo allora il cortile tornerà alla sua configurazione consueta. Per qualche giorno, però, la Camera avrà ospitato una celebrazione diversa degli 80 anni della Repubblica: meno cerimoniale, più legata ai territori e al lavoro di chi coltiva, prepara e porta sul mercato una parte riconoscibile del Made in Italy.

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