Roma, 4 marzo 2026 – Domani arriva nelle sale italiane “La Sposa!”, il nuovo film di Maggie Gyllenhaal, prodotto da Warner Bros. Questa pellicola riporta alla ribalta la figura femminile nata dall’immaginario di Mary Shelley. Ambientato nella Chicago degli anni Trenta, il film vede Jessie Buckley nel ruolo della Sposa e Christian Bale in quello del Mostro. La regista ha spiegato che l’idea è nata dall’urgenza di “dare voce a chi non ne ha mai avuta”.
La voce negata della Sposa di Frankenstein
“Ho visto ‘La sposa di Frankenstein’, il classico del 1935, e mi sono resa conto che la protagonista, pur così intensa grazie a Elsa Lanchester, dice appena due battute. Non ha voce”, ha raccontato Gyllenhaal durante una conferenza stampa virtuale. Da questa riflessione è partita la sua ricerca: “Mi sono chiesta cosa potesse pensare o provare una donna riportata in vita senza consenso, destinata a un marito mai visto”. Un interrogativo che, secondo la regista, era rimasto in sospeso per quasi due secoli.
Un cast di stelle e anni di lavoro
Il progetto ha richiesto oltre quattro anni di lavoro. Accanto a Buckley e Bale, nel film recitano Peter Sarsgaard, Annette Bening (nel ruolo della scienziata Dr. Euphronious), Penélope Cruz e Jake Gyllenhaal. La trama si concentra sulla richiesta del Mostro: una compagna, una creatura capace di condividere la sua solitudine. “Dopo aver visto il film originale – ha confidato Gyllenhaal – sono corsa in libreria. Ho una laurea in letteratura inglese, ma non avevo mai letto ‘Frankenstein’. È un libro incredibile. Eppure, chiusa l’ultima pagina, ho iniziato a chiedermi se Mary Shelley avesse altro da dire. Qualcosa che nel 1820 non solo era impossibile pubblicare, ma anche solo pensare”.
Jessie Buckley: “Una donna con un proprio linguaggio”
A dar vita e voce alla nuova Sposa è Jessie Buckley, già candidata agli Oscar per il ruolo da protagonista in “Hamnet” di Chloé Zhao. “Ho girato ‘La Sposa!’ prima di ‘Hamnet’ – ha spiegato l’attrice – e le due esperienze si sono influenzate. La donna che emerge all’inizio di ‘Hamnet’ è quella che ho creato in me stessa con ‘La Sposa!’: una donna con un proprio linguaggio, pronta ad amare alle sue condizioni”. Buckley ha accettato il ruolo senza esitazioni: “È un’opportunità incredibile dare voce a qualcuno a cui non era stato permesso parlare prima. La macchia d’inchiostro che porto sulla bocca e sul corpo simboleggia le parole ritrovate che l’autrice non ha potuto scrivere duecento anni fa”.
Un film senza confini tra gotico e pop
“La Sposa!” sfida le etichette di genere. Gyllenhaal ha voluto mescolare toni gotici, abiti pop, balletti e sequenze d’azione. “Volevo un mix inedito, senza etichette precise”, ha chiarito la regista, che in passato ha recitato in film come “Crazy Heart” e “Il cavaliere oscuro”, oltre ad aver prodotto la serie “The Deuce”. “Amo Tim Burton, ma questo non è un film di Tim Burton”, ha sottolineato con un sorriso.
Un messaggio attuale: riconoscere il proprio mostro
Il cuore del film, secondo Gyllenhaal, è un invito a riconoscere le parti di noi stessi che la società tende a nascondere. “Questo film celebra le parti di noi che non possono entrare nella scatola in cui ci hanno detto di stare”, ha affermato la regista. “Tutti abbiamo lati mostruosi. Possiamo fuggirli o possiamo voltare loro le spalle e stringere la mano”. Un messaggio che risuona anche nelle parole di Buckley: “La Sposa non viene riportata in vita con un’idea definita di sé. È viva e mostruosa nel senso più selvaggio e brillante. Non urla ‘No’, si chiede: dove sono? Cos’è l’amore? Cos’ho da dire a questo mondo?”.
“La Sposa!” arriva nei cinema italiani il 5 marzo, pronta a riaccendere il dibattito su identità, consenso e libertà femminile attraverso una storia che – tra passato e presente – continua a interrogare il pubblico.

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