Crans-Montana, 29 gennaio 2026 – Un nuovo nome si aggiunge alla lista degli indagati per la strage di Capodanno al locale “Le Constellation” di Crans-Montana. Si tratta dell’ex responsabile della sicurezza del Comune, figura chiave nei controlli anti-incendio. Secondo la procura di Sion, avrebbe dovuto vigilare sul rispetto delle norme nel locale dove è avvenuta la tragedia. La notizia, diffusa dalla tv svizzera RTS nelle prime ore di oggi, arriva dopo settimane di polemiche e dubbi sulle mancanze nei controlli comunali.
Indagini che si allargano: ora sotto la lente i controlli comunali
Fino a ieri, nessun funzionario comunale era stato coinvolto ufficialmente nell’inchiesta. Ora, invece, la procura di Sion ha iscritto tra gli indagati l’ex responsabile della sicurezza, il cui nome resta riservato. Secondo gli accertamenti, negli anni scorsi era proprio lui a occuparsi dei controlli anti-incendio nel “Le Constellation”, locale di proprietà della famiglia Moretti. Un ruolo delicato, che ora lo mette al centro delle verifiche sulle cause e le responsabilità della tragedia della notte di San Silvestro.
Controlli mancati: il municipio ammette le mancanze
Il tema delle verifiche saltate era già emerso subito dopo l’incendio. Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, aveva ammesso pubblicamente, in un’intervista a metà gennaio, che il Comune non aveva fatto tutte le ispezioni previste dalla legge svizzera. “Se dovessi essere ritenuto responsabile, sono pronto a prendermi le mie responsabilità”, aveva detto Féraud, lasciando capire che la catena delle omissioni potrebbe essere lunga. Eppure, fino a stamattina, nessun dirigente comunale era stato formalmente indagato. La svolta è arrivata con l’annuncio della procura: l’ex responsabile della sicurezza sarà ascoltato dai magistrati il prossimo 9 febbraio.
I Moretti ancora nel mirino: i reati contestati
Restano sotto inchiesta anche Jacques e Jessica Moretti, proprietari del “Le Constellation”, già accusati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Per la procura, sono loro i principali responsabili delle condizioni di sicurezza carenti all’interno del locale. Con l’ingresso dell’ex funzionario comunale tra gli indagati, però, l’inchiesta si allarga. Ora si cerca di capire se ci siano state responsabilità condivise tra pubblico e privato nella gestione della sicurezza.
Crans-Montana in attesa, municipio in allerta
In città l’atmosfera resta pesante. Al municipio si respira preoccupazione. “Aspettiamo gli interrogatori e ci metteremo a disposizione della magistratura”, ha spiegato un portavoce del Comune questa mattina. Intanto, tra i residenti e i familiari delle vittime cresce la voglia di risposte: “Vogliamo capire perché nessuno ha davvero controllato”, ha detto una madre che ha perso il figlio la notte del 31 dicembre. Il prossimo passaggio cruciale sarà proprio l’interrogatorio dell’ex responsabile comunale, fissato per il 9 febbraio negli uffici della procura di Sion.
Un’inchiesta segnata da ritardi e pressioni
L’indagine sulla strage di Capodanno è stata fin dall’inizio al centro di critiche per i tempi e le modalità delle verifiche. Secondo fonti vicine agli inquirenti, ci sarebbero stati “ritardi e tentennamenti” nelle azioni chiave, con pressioni crescenti da parte dell’opinione pubblica e dei media svizzeri. Solo ora, con il nuovo indagato, la procura sembra voler scavare più a fondo anche sul ruolo delle istituzioni locali nella catena delle responsabilità.
Le norme svizzere sulla sicurezza al centro del caso
Al cuore della vicenda c’è il rispetto – o la mancata osservanza – delle norme svizzere sulla sicurezza nei locali pubblici. La legge impone controlli periodici da parte dei Comuni, soprattutto nei locali affollati come “Le Constellation”. Le prime indagini suggeriscono che questi controlli siano stati saltati o fatti in modo superficiale negli ultimi anni. Un dettaglio che ora potrebbe pesare non solo sui proprietari del locale, ma anche sui funzionari pubblici coinvolti.
L’inchiesta va avanti tra attesa e tensione. Solo dopo il 9 febbraio sarà forse più chiaro se le omissioni contestate all’ex responsabile comunale abbiano avuto un ruolo decisivo nella tragedia che ha sconvolto Crans-Montana e tutta la Svizzera.
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