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  • Trump contro Meloni, rottura clamorosa: Sono scioccato, mi sbagliavo su di lei

    Trump contro Meloni, rottura clamorosa: Sono scioccato, mi sbagliavo su di lei

    Roma, 15 aprile 2026Donald Trump ha attaccato Giorgia Meloni con parole pesanti in una telefonata con il Corriere della Sera. L’accusa alla premier italiana è netta: non starebbe sostenendo gli Stati Uniti nel conflitto con l’Iran. Un affondo che riapre e allarga la tensione nelle già complicate relazioni tra Washington e l’Europa.

    Trump all’attacco di Meloni: “Pensavo avesse coraggio”

    Il presidente americano, secondo quanto riferito dal quotidiano di via Solferino, si sarebbe detto “scioccato” dalla posizione della presidente del Consiglio. “Pensavo avesse coraggio, mi sbagliavo”, avrebbe detto, collegando il giudizio alla scelta italiana di non farsi coinvolgere, almeno per ora, in un eventuale intervento per sbloccare lo Stretto di Hormuz.

    Lì il blocco imposto dai Pasdaran continua a pesare sul traffico energetico e sui prezzi del petrolio.

    Nella telefonata Trump avrebbe battuto soprattutto su un punto: per lui l’Italia starebbe lasciando agli americani il compito di gestire da soli la crisi. “L’America dovrebbe fare il lavoro per lei”, avrebbe detto riferendosi a Roma. A Palazzo Chigi, quel passaggio è stato letto come un attacco politico vero e proprio, non come una semplice divergenza diplomatica.

    Lo strappo su Papa Leone e gli appelli alla pace

    La rottura è maturata dopo l’intervento con cui Meloni aveva difeso Papa Leone, finito a sua volta nel mirino della Casa Bianca per alcuni richiami pubblici alla pace. Trump, nella stessa conversazione, avrebbe risposto in modo secco: gli appelli del pontefice, a suo dire, finirebbero per aiutare Teheran.

    Poi avrebbe alzato ancora i toni. Il Papa, ha detto, “non capisce” la guerra e “non ha idea di quello che sta succedendo”.

    C’è poi un altro passaggio che nelle cancellerie viene guardato con particolare cautela. Trump ha parlato di “42mila manifestanti uccisi lo scorso mese in Iran”, ma nelle dichiarazioni riportate non vengono indicate fonti precise. Al momento, quel dato non risulta confermato da organismi internazionali indipendenti.

    Da interlocutrice privilegiata a nuovo bersaglio della Casa Bianca

    Fino a poche settimane fa, Giorgia Meloni sembrava una delle poche leader europee capaci di mantenere un filo diretto con Trump, ora al suo secondo mandato. Il rapporto personale costruito negli ultimi mesi — anche grazie alla presenza della premier italiana alla cerimonia di insediamento, unica tra i capi di governo dei grandi Paesi Ue — aveva tenuto Roma al riparo dagli attacchi rivolti ad altri leader, da Emmanuel Macron a Keir Starmer, fino a Pedro Sanchez.

    Poi il clima è cambiato.

    In mezzo c’è stata la fase di stallo nella crisi iraniana, che l’amministrazione americana non è riuscita a chiudere e che Trump imputa anche alla freddezza degli alleati storici. Da quel momento la premier italiana è diventata, nel racconto della Casa Bianca, il simbolo di un’Europa accusata di chiedere protezione senza voler pagare il conto, né in termini politici né sul piano dei rischi.

    L’affondo su migranti ed energia, con il paragone a Orban

    Trump ha usato l’intervista anche per tornare su una delle sue critiche più frequenti al Vecchio Continente. L’Europa, secondo lui, si starebbe “distruggendo dall’interno” con le sue politiche su energia e migranti.

    Dentro questo quadro è arrivata un’altra stoccata a Meloni, con il richiamo alla sconfitta elettorale di Viktor Orban in Ungheria.

    “Era un mio amico, ha fatto un buon lavoro sull’immigrazione”, avrebbe detto. Poi l’affondo più duro: non avrebbe lasciato “che la gente venisse a rovinare il suo Paese come ha fatto l’Italia”. Una frase che a Roma ha avuto un’immediata eco politica, anche perché tocca uno dei nervi più scoperti della maggioranza.

    La replica del governo: “Alleati non vuol dire stare zitti”

    Dal governo il primo a parlare è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. La premier, ha detto, “dice ciò che pensa” e “difenderà sempre l’Italia”. Tajani ha ribadito che l’alleanza con gli Stati Uniti resta “solida”, ma ha anche chiarito che questo non impedisce all’esecutivo di esprimere posizioni autonome.

    “L’unità si costruisce con lealtà, rispetto e franchezza reciproci”, ha detto.

    Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Alleati non vuol dire accettare tutto in silenzio”. E sul passaggio che riguarda il pontefice ha aggiunto che Meloni “ha rappresentato un sentimento nazionale, non una posizione politica”.

    Più tagliente la reazione della Lega. Il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha invitato Trump, con una battuta, a prendersi una “camomilla”.

    Opposizioni unite contro Trump, ma divise su Meloni

    Dalle opposizioni è arrivata una condanna quasi unanime delle parole rivolte da Trump alla presidente del Consiglio. La segretaria del Pd Elly Schlein ha parlato di “ferma condanna”: “Siamo avversari in Aula, ma non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese”.

    Sulla stessa linea il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli: “Non tolleriamo interferenze”.

    Diverso il tono di Giuseppe Conte. Per il leader del M5S, “i nodi vengono al pettine”: Trump, ha osservato, “attacca a destra e a sinistra” e la premier avrebbe tenuto una linea ambigua. Matteo Renzi, presidente di Italia Viva, ha scelto invece una lettura ancora più politica: “Meloni viene scaricata persino dai suoi”.

    A Roma, insomma, la frattura aperta dalle parole del presidente americano non si ferma al piano internazionale. E rischia di pesare già nelle prossime ore anche sugli equilibri interni.

  • Race for the Cure torna a Roma: la sfida contro il tumore al seno

    Race for the Cure torna a Roma: la sfida contro il tumore al seno

    Roma, 15 aprile 2026 – Dal 7 al 10 maggio, al Circo Massimo di Roma, torna la Race for the Cure, la manifestazione promossa da Komen Italia per la lotta ai tumori del seno. Quattro giorni tra eventi, visite, sport e iniziative aperte al pubblico, con un obiettivo chiaro: rafforzare la prevenzione, sostenere le pazienti e raccogliere fondi per la ricerca. La 27esima edizione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stata presentata nella Capitale insieme alle istituzioni coinvolte, che puntano a fare del villaggio rosa un punto fermo per salute e solidarietà.

    Al Circo Massimo quattro giorni nel segno della prevenzione

    Per quattro giorni il Circo Massimo si trasformerà in un villaggio della prevenzione, aperto a cittadini, famiglie e associazioni. In programma ci sono attività gratuite dedicate a sport, sana alimentazione, benessere, informazione sanitaria e intrattenimento. Una formula ormai rodata, che mette insieme grande partecipazione e servizi medici.

    Il cuore dell’iniziativa restano le Donne in Rosa, cioè le donne che stanno affrontando o hanno affrontato un tumore del seno. Attorno a loro, ogni anno, si muove una rete fatta di medici, volontari, enti pubblici e sponsor privati. È su questo punto che si è soffermato Riccardo Masetti, fondatore di Komen Italia, durante la presentazione.

    “Grazie all’impegno e alla dedizione dei tanti volontari che sostengono le attività della nostra associazione, per quattro giorni il Circo Massimo diventerà uno straordinario laboratorio all’aria aperta, dove si cammina, si corre o semplicemente si sta insieme per dare forza alle Donne in Rosa”, ha detto Masetti.

    Area Medica, visite e percorsi su misura per arrivare a più donne

    Accanto alla parte sportiva ci sarà l’Area Medica, uno degli spazi più attesi della manifestazione. Qui, spiegano gli organizzatori, partiranno nuovi percorsi di prevenzione personalizzati, con l’obiettivo di raggiungere un numero ancora più ampio di donne, comprese quelle che fanno più fatica ad accedere agli screening.

    A ribadirlo è stata Alba Di Leone, presidente di Komen Italia: “Tantissimi obiettivi sono stati raggiunti, ma non stiamo facendo abbastanza. Per questo nell’Area Medica verranno attivati nuovi percorsi di prevenzione personalizzati”. Poi ha aggiunto quello che è il messaggio dell’associazione: “La nostra Race è correre ogni giorno per raggiungere tutte le donne, senza differenze”.

    Sulla stessa linea l’intervento di Gianluca Franceschini, direttore del Centro integrato di senologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli. “La prevenzione salva davvero la vita delle persone”, ha spiegato, ricordando come negli anni la manifestazione abbia aiutato a trasformare la paura in consapevolezza e la fragilità in partecipazione condivisa.

    La novità del 2026: “La Race sotto le stelle” con Roberto Ciufoli

    Tra le novità dell’edizione 2026 c’è “La Race sotto le stelle”, in programma venerdì 8 maggio. Sarà una maratona di cabaret pensata per affiancare al messaggio sanitario un momento di leggerezza, con la partecipazione dell’attore Roberto Ciufoli.

    L’idea, spiegano gli organizzatori, è tenere insieme sorriso e prevenzione, senza snaturare il tono della manifestazione. Anche così si prova ad allargare la partecipazione e a portare al Circo Massimo un pubblico più ampio, non soltanto chi già conosce il progetto di Komen Italia.

    Roma, Regione, Difesa e Cultura in campo per la Race

    Alla presentazione hanno partecipato anche i rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali. Alessandro Onorato, assessore allo Sport, turismo, moda e grandi eventi di Roma Capitale, ha spiegato che quest’anno l’obiettivo è “superare quota 150mila sostenitori presenti”, un numero che dà bene la misura del peso dell’evento in città.

    Sul fronte sanitario e informativo, la Regione Lazio sarà presente con propri desk all’interno del villaggio. La vicepresidente Roberta Angelilli ha ricordato che i cittadini troveranno desk informativi, potranno accedere a test gratuiti e ricevere supporto per le prenotazioni.

    Il ministero della Difesa, invece, garantirà il supporto logistico con tribune, transenne e desk informativi. La sottosegretaria Isabella Rauti ha ringraziato il Policlinico militare Celio per la presenza delle postazioni mediche di primo soccorso, un tassello operativo tutt’altro che secondario in un evento di queste dimensioni.

    Ci sarà anche il ministero della Cultura, con un’area espositiva dedicata alle campagne di sensibilizzazione nate dal protocollo con Komen Italia e con attività curate dal Servizio Educazione Didattica e Formazione del Parco Archeologico del Colosseo. Inoltre, per tutti gli iscritti alle Race, è previsto l’ingresso gratuito nei musei statali nei weekend delle diverse tappe e, a Roma, nelle giornate dell’8, 9 e 10 maggio.

    Dopo Roma, il tour in sei città. Con il sostegno dei partner

    Dopo Roma, il calendario 2026 andrà avanti con altre sei iniziative a Bari, Bologna, Brescia, Matera, Napoli e Pescara. Komen Italia conferma così un format nazionale che, anno dopo anno, prova a tenere insieme grandi città e realtà territoriali diverse, sempre con lo stesso filo conduttore: la sensibilizzazione sul tumore al seno.

    Tra i partner torna anche Q8, che sarà presente alla tappa romana con una propria squadra. In una nota, Fortunato Costantino, direttore Human Resources, Legal & Corporate Affairs dell’azienda, ha parlato di “un percorso condiviso fondato su valori di inclusione e responsabilità condivisa”. Una presenza che si inserisce in un modello ormai consolidato, in cui pubblico e privato vanno avanti fianco a fianco.

  • Energia sotto pressione: come petrolio e gas stanno cambiando il destino dei mercati

    Energia sotto pressione: come petrolio e gas stanno cambiando il destino dei mercati

    Fiato sospeso sui mercati: parte una settimana ad alta tensione, con investitori e analisti che oggi, lunedì 13 aprile 2026, restano con il fiato corto in attesa di capire che piega prenderanno gli eventi dopo il nulla di fatto nel primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran. A far salire ulteriormente la pressione, ci sono le nuove minacce lanciate dal presidente americano: parole pesanti che hanno già lasciato il segno sulle principali borse mondiali. E come se non bastasse, a Washington si aprono le riunioni primaverili del Fondo Monetario Internazionale. Un appuntamento che, mai come in questa fase, rischia di spostare gli equilibri dei mercati nei mesi a venire.

    Energia sotto scacco: tensioni e prezzi pazzi

    Il cuore del problema resta l’energia. Dopo giornate segnate dall’incertezza, i prezzi di petrolio e gas hanno tirato leggermente il fiato nelle ultime sedute, complice la (vana) speranza di una tregua sul fronte del conflitto. Ma è solo apparenza. Venerdì sera, il greggio del Texas con scadenza a maggio ha chiuso a 96,57 dollari al barile, mentre il Brent con consegna a giugno si è fermato a 95,2 dollari. Numeri che dicono poco, però, se si guarda ai carichi già in viaggio: secondo Bloomberg, il petrolio destinato alle raffinerie asiatiche nelle prossime settimane è stato pagato oltre 140 dollari al barile. Un record.

    A confermare il clima di nervosismo ci pensa un trader di una raffineria asiatica, sentito dall’agenzia americana: “Non guardiamo più il prezzo, dobbiamo solo assicurarci i barili per garantire la sicurezza energetica”. La paura? Una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, punto chiave per il traffico mondiale di petrolio, che rischia di lasciare a secco mezzo pianeta.

    FMI e inflazione: il momento della verità

    Ora l’attenzione si sposta sulle previsioni del Fondo Monetario Internazionale: domani usciranno i nuovi dati macroeconomici. Ad inizio anno si puntava su una crescita globale del 3,3% nel 2026, con gli Stati Uniti al 2,6% e l’Eurozona all’1,3%. Ma lo scenario è cambiato in fretta. Kristalina Georgieva, numero uno dell’FMI, è stata chiara nei giorni scorsi: “Dalla guerra in Iran arriverà uno choc di vasta portata e cicatrici permanenti per l’economia”.

    Sotto osservazione resta soprattutto l’inflazione. Le ultime stime vedevano i prezzi nell’Eurozona intorno al 2% tra quest’anno e il prossimo. Ma la volatilità del comparto energetico rischia di mandare all’aria tutte le previsioni. Anche il gas europeo non si è ancora calmato: i contratti, nonostante una tregua temporanea, restano circa il 40% sopra i livelli pre-crisi.

    Borse europee: cambia tutto, tra orari lunghi e incognite politiche

    In mezzo a questo mare agitato, da oggi scatta una novità tecnica sulle piazze europee dell’energia: contrattazioni estese dalle solite 10 a ben 21 ore al giorno. Una rivoluzione attesa da mesi che, però, arriva proprio ora, nel pieno della tempesta. Gli addetti ai lavori sperano che più ore di scambi possano aiutare a gestire meglio le fasi di maggiore turbolenza.

    Ma le sorprese non finiscono qui. Oggi gli occhi sono puntati anche su Budapest, dove si attendono i risultati delle elezioni politiche ungheresi. Secondo alcuni analisti londinesi, un eventuale cambio di rotta in Ungheria potrebbe pesare non poco sulla fiducia degli investitori verso l’intera area euro.

    Operatori in trincea: tra paura e attesa

    In questo quadro, la parola d’ordine è solo una: cautela. “Siamo in una fase in cui basta una dichiarazione fuori posto per spostare gli equilibri”, ammette un gestore milanese, intercettato da alanews.it poco dopo l’apertura dei mercati asiatici. Il clima è teso: molti preferiscono restare alla finestra, aspettando di vedere cosa dirà il FMI prima di prendere decisioni.

    Il vero rischio? Una nuova fiammata dei prezzi energetici, se la situazione militare dovesse peggiorare o se le rotte del Golfo Persico venissero bloccate a lungo. Solo allora – spiegano fonti vicine ai desk londinesi – si capirà se il calo visto negli ultimi giorni era solo una pausa o l’inizio di qualcosa di più stabile.

    Per adesso, gli occhi restano incollati su Washington, sulle sale delle contrattazioni europee e sulle mosse dei grandi della finanza internazionale. Il resto lo decideranno le prossime ore.

  • Russischer Gastanker Arctic Metagaz erneut führungslos auf See

    Russischer Gastanker Arctic Metagaz erneut führungslos auf See

    Russischer Gastanker erneut außer Kontrolle – Die Arctic Metagaz treibt im Mittelmeer

    Der russische Gastanker Arctic Metagaz sorgt wieder für Schlagzeilen: Seit dem 3. März 2026 ist das Schiff im Mittelmeer führungslos unterwegs. Ein weiterer Versuch, den beschädigten Tanker abzuschleppen, scheiterte am Mittwoch – das teilte die libysche Seetransportbehörde am frühen Morgen mit. Die Lage ist ernst: Die Behörden sprechen von erheblichen Risiken für Schifffahrt und Umwelt.

    Schleppversuch scheitert – Wetter macht Rettern einen Strich durch die Rechnung

    Seit dem 24. März versuchen Einsatzkräfte, die Arctic Metagaz unter Kontrolle zu bringen. Doch das Wetter spielt einfach nicht mit. Starke Böen bis zu 50 Knoten, dazu Wellen bis zu fünf Metern – unter diesen Bedingungen mussten die Schlepper den Einsatz abbrechen. Das Schiff bleibt also weiter sich selbst überlassen, irgendwo draußen auf hoher See.

    Explosionen an Bord – Besatzung verlässt Schiff fluchtartig

    Bereits am 3. März hatte eine Reihe von Explosionen das Schicksal der Arctic Metagaz besiegelt. Die Crew verließ das Schiff und ließ es zurück. Zu diesem Zeitpunkt war der Tanker mit Flüssigerdgas (LNG) aus Russland unterwegs nach Ägypten. Laut russischen Angaben waren beim Verlassen noch rund 700 Tonnen Treibstoff und „eine erhebliche Menge Gas“ an Bord. Warum es zu den Explosionen kam? Das ist bislang unklar. Sowohl in Russland als auch in Libyen wird noch ermittelt.

    Warnung an Schiffe – Abstand halten zur Arctic Metagaz

    Die libysche Seetransportbehörde warnt eindringlich: Alle Schiffe und Behörden sollen einen großen Bogen um die Arctic Metagaz machen. Wer Rauch oder Feuer sieht, soll das sofort melden. Die Gefahr eines Brandes oder einer weiteren Explosion ist real, sagt ein Sprecher der Behörde am Telefon. Die aktuelle Position des Tankers wird regelmäßig aktualisiert und international weitergegeben.

    Umweltrisiko und Gefahr für die Schifffahrt

    Fachleute schlagen Alarm: Sollte Gas oder Treibstoff austreten, könnte das katastrophale Folgen für das Mittelmeer haben. „Ein Leck würde das Ökosystem schwer treffen“, warnt ein Vertreter der Umweltorganisation Marevivo. Auch für andere Schiffe ist der führungslose Tanker ein echtes Risiko. Kapitän Ahmed El-Masri, der regelmäßig Frachter zwischen Malta und Alexandria steuert, bringt es auf den Punkt: „So ein unkontrollierter Tanker ist für alle in der Nähe eine Gefahr.“

    Behörden fordern Hilfe – Internationale Zusammenarbeit gefragt

    Die libyschen Behörden haben bereits Kontakt zu Russland und Ägypten aufgenommen, um eine Lösung zu finden. „Wir sind im Gespräch mit Moskau und Kairo“, bestätigt ein Sprecher des Verkehrsministeriums in Tripolis. Auch die Internationale Seeschifffahrtsorganisation (IMO) ist informiert. Doch solange das Wetter so bleibt, ist an einen neuen Schleppversuch nicht zu denken.

    Wie geht es weiter mit der Arctic Metagaz?

    Die Zukunft der Arctic Metagaz ist ungewiss. Die Wetterprognosen bleiben düster: Starke Winde und hohe Wellen halten an. Die Angst wächst, dass das Schiff auf Grund läuft oder sogar auseinanderbricht – mit unabsehbaren Folgen für das zentrale Mittelmeer. Die Behörden bleiben wachsam. „Wir hoffen auf besseres Wetter“, sagt der Sprecher der libyschen Seetransportbehörde, „doch im Moment ist die Lage weiter kritisch.“

  • Gianmarco Mazzi nowym ministrem turystyki: co zmieni w polskiej branży?

    Gianmarco Mazzi nowym ministrem turystyki: co zmieni w polskiej branży?

    Rzym, 3 kwietnia 2026 – Gianmarco Mazzi obejmie dziś stanowisko ministra turystyki, zastępując Danielę Santanchè, która zrezygnowała z funkcji 25 marca. Uroczystość zaprzysiężenia odbędzie się rano w Pałacu Prezydenckim na Kwirynale. Mazzi, dotychczasowy podsekretarz stanu w Ministerstwie Kultury, złoży przysięgę przed prezydentem Sergio Mattarellą.

    Nowe oblicze Ministerstwa Turystyki

    Decyzja o powołaniu Gianmarca Mazziego zapadła po kilku dniach rozmów wśród liderów koalicji rządzącej. Premier Giorgia Meloni, jak donosi Palazzo Chigi, zaufała doświadczeniu Mazziego w sektorze kultury oraz jego znajomości sposobów promowania włoskiego dziedzictwa. Mazzi, 67-letni rodak z Werony, w ostatnich latach zajmował się projektami związanymi z muzyką i wydarzeniami kulturalnymi. Od października 2022 roku pełnił funkcję podsekretarza w Ministerstwie Kultury.

    Reakcje branży turystycznej

    Zmiana na stanowisku ministra turystyki wywołała spore poruszenie wśród przedstawicieli branży. „Liczymy na ciągłość i konkretne działania, które wesprą sektor odpowiadający za ponad 13% PKB kraju” – powiedział Bernabò Bocca, prezes Federalberghi. W kuluarach parlamentarnych słychać głosy, że Mazzi stanie przed nie lada wyzwaniami związanymi z nadchodzącym sezonem letnim, który – jak podkreślają eksperci – zapowiada się jako jeden z najbardziej wymagających od czasów pandemii.

    Dlaczego Santanchè zrezygnowała?

    Daniela Santanchè ustąpiła ze stanowiska po tygodniach napięć politycznych i medialnych. Oficjalnie podano „względy osobiste” jako powód, jednak osoby z jej otoczenia przyznają, że wpływ miały również dochodzenia dotyczące zarządzania jej firmami. „To była trudna decyzja, ale konieczna dla dobra rządu” – miała powiedzieć Santanchè podczas ostatniego posiedzenia Rady Ministrów. Premier Meloni podziękowała jej za dotychczasową pracę oraz wkład w promocję włoskiej turystyki.

    Kim jest Gianmarco Mazzi?

    Nowy minister to nieznana postać w świecie włoskiej kultury i polityki. Przez lata kierował organizacją Arena di Verona, współpracował z RAI przy produkcji festiwalu Sanremo, a także był doradcą ds. wydarzeń artystycznych w kilku regionach. W 2022 roku zdobył miejsce w parlamencie z ramienia Fratelli d’Italia. „Zamierzam słuchać branży i działać na rzecz zrównoważonego rozwoju turystyki” – powiedział Mazzi dziennikarzom po ogłoszeniu nominacji.

    Priorytety nowego ministra

    Do najpilniejszych wyzwań należy walka z tzw. overtourismem w miastach takich jak Wenecja czy Florencja, wsparcie dla mniejszych miejscowości oraz cyfryzacja usług turystycznych. Mazzi już zapowiedział spotkania z przedstawicielami regionów i operatorów turystycznych. „Chcemy, by Włochy pozostały liderem na rynku międzynarodowym, ale musimy zadbać o równowagę między potrzebami mieszkańców a oczekiwaniami turystów” – wyjaśnił nowy minister.

    Co dalej z włoską turystyką?

    Branża oczekuje stabilizacji i jasnych wytycznych na nadchodzące miesiące. Według danych ISTAT, w 2025 roku Włochy odwiedziło ponad 65 milionów zagranicznych gości – liczba ta ma szansę wzrosnąć, jeśli rząd utrzyma wsparcie dla inwestycji i promocji kraju za granicą. Mazzi będzie musiał szybko udowodnić skuteczność swoich działań, bo – jak zauważył jeden z deputowanych opozycji – „turystyka nie może sobie pozwolić na przestoje”.

    W Pałacu Kwirynalskim wszystko jest już gotowe na poranną ceremonię. Mazzi, ubrany w ciemny garnitur, pojawi się tam tuż po godzinie 9:00. Po zaprzysiężeniu przewidziano krótką konferencję prasową i pierwsze spotkania robocze w siedzibie ministerstwa przy via di Villa Ada.

  • Zielone światło dla nowego dekretu paliwowego: rząd przedłuża obniżkę akcyzy do 1 maja

    Zielone światło dla nowego dekretu paliwowego: rząd przedłuża obniżkę akcyzy do 1 maja

    Rzym, 3 kwietnia 2026 – Rząd przyjął nowy dekret dotyczący akcyzy na paliwa, który przedłuża obniżkę podatków do 1 maja. Decyzja została podjęta podczas posiedzenia Rady Ministrów w Palazzo Chigi, a szczegóły ogłosił minister gospodarki Giancarlo Giorgetti na konferencji prasowej. „Właśnie zatwierdziliśmy dekret” – oznajmił Giorgetti – „i przedłużamy obniżkę akcyzy do pierwszego maja. Oprócz tego wprowadzamy wsparcie dla firm rolniczych, którym rozszerzamy ulgi podatkowe już przyznane sektorowi rybołówstwa. Dekret uwzględnia także porozumienie z organizacjami branżowymi w ramach programu Transizione 5.0”.

    Obniżka akcyzy i wsparcie dla rolników

    Obniżka akcyzy na paliwa, która miała wygasnąć pod koniec kwietnia, zostaje przedłużona do 1 maja. To reakcja na rosnące ceny surowców oraz niepewność na rynkach międzynarodowych, spowodowaną m.in. konfliktem w Iranie. Minister Giorgetti wyjaśnił, że „firmom rolniczym zostaje rozszerzony 20-procentowy kredyt podatkowy, który wcześniej dotyczył tylko przedsiębiorstw rybackich”. W praktyce oznacza to, że rolnicy będą mogli korzystać z tych samych ulg co rybacy, co ma pomóc w łagodzeniu skutków wzrostu kosztów produkcji.

    W dekrecie znalazły się także rozwiązania dla firm eksportowych. „Przewidziano interwencję dotyczącą Simest, spółki z grupy Cdp wspierającej internacjonalizację włoskich przedsiębiorstw” – dodał Giorgetti. Chodzi o ułatwienie dostępu do finansowania dla firm działających na rynkach zagranicznych, zwłaszcza w obecnych, niestabilnych warunkach gospodarczych.

    Koszty przedłużenia obniżki akcyzy

    Według ministra gospodarki, koszt przedłużenia obniżki akcyzy wyniesie około 500 milionów euro. „Na 200 milionów mamy pokrycie z wyższego wpływu z VAT-u, a pozostałe 300 milionów pochodzi ze środków ETS, które jeszcze nie zostały wykorzystane” – wyliczył Giorgetti. Podkreślił, że nie naruszono funduszy przeznaczonych wcześniej na wsparcie dla tzw. energivori, czyli firm o wysokim zużyciu energii.

    Decyzja o przedłużeniu ulg została podjęta w kontekście napiętej sytuacji międzynarodowej. „Ten dekret łagodzi sytuację do pierwszego maja” – przyznał Giorgetti – „potem wydarzenia na arenie geopolitycznej, na które nie mamy wpływu, wskażą nam ewentualne dalsze kroki”. Minister zaznaczył, że sytuacja jest „obiektywnie skomplikowana”, a przyszłe decyzje będą zależały od rozwoju konfliktu na Bliskim Wschodzie.

    Kryzys energetyczny a finanse publiczne

    Podczas konferencji Giorgetti odniósł się również do kwestii ewentualnego przekroczenia progu 3% deficytu budżetowego w związku z kryzysem energetycznym po wojnie w Iranie. „Chodzi o to, czy wystąpić o zastosowanie klauzuli derogacyjnej przewidzianej przez nowe unijne przepisy dotyczące zarządzania gospodarczego” – tłumaczył minister. Dodał, że jeśli sytuacja się nie zmieni, refleksja na poziomie europejskim będzie konieczna.

    „Już na początku konfliktu wyraziłem swoje stanowisko, powtórzyłem je podczas Eurogrupy na początku tygodnia i będę je powtarzał na każdym międzynarodowym forum” – zapewnił Giorgetti. Zwrócił uwagę na niedawne spotkanie G7 z udziałem organizacji międzynarodowych: „Przedstawiony obraz jest niepokojący pod względem skutków gospodarczych. Wszystko zależy od długości trwania konfliktu – to ona zdecyduje o polityce monetarnej i fiskalnej poszczególnych krajów”.

    Przyszłość i kolejne kroki

    W sprawie wydatków na obronność Giorgetti przypomniał, że kluczowe decyzje zapadną przy okazji prezentacji Dokumentu Finansów Publicznych w kwietniu. „Pracujemy nad tym dokumentem i regularnie informuję premiera oraz wicepremiera” – powiedział minister.

    Na koniec Giorgetti odniósł się do pytań dotyczących ministra Piantedosi: „Nie widzę tu kwestii politycznych” – uciął krótko.

    Nowy dekret ma charakter tymczasowy i, jak podkreślają przedstawiciele rządu, dalsze działania będą uzależnione od rozwoju sytuacji międzynarodowej oraz decyzji podejmowanych na szczeblu Unii Europejskiej.

  • Zielone światło dla nowego dekretu paliwowego od Rady Ministrów

    Zielone światło dla nowego dekretu paliwowego od Rady Ministrów

    Rzym, 3 kwietnia 2026 – Rząd włoski zatwierdził dziś rano nowy dekret dotyczący cen paliw, który przedłuża obniżkę akcyzy do 1 maja. Decyzja zapadła w Palazzo Chigi około godziny 10:30, po krótkiej debacie z udziałem premiera Giorgii Meloni i ministrów odpowiedzialnych za gospodarkę oraz infrastrukturę. Powód? Wysokie ceny na stacjach benzynowych oraz rosnąca presja społeczna, która narastała od kilku tygodni.

    Obniżka akcyzy przedłużona do 1 maja

    Nowy dekret oznacza, że obniżka akcyzy na paliwa – wprowadzona w styczniu tego roku – zostanie utrzymana jeszcze przez cztery tygodnie. Kierowcy będą mogli nadal korzystać z niższych cen benzyny i oleju napędowego przynajmniej do początku maja. „To konieczny krok, by chronić siłę nabywczą rodzin i firm” – stwierdził minister gospodarki Giancarlo Giorgetti podczas krótkiego spotkania z dziennikarzami przed wejściem do Palazzo Chigi.

    Z danych Ministerstwa Przemysłu wynika, że w ostatnich dniach średnia cena litra benzyny bezołowiowej utrzymywała się powyżej 1,90 euro, a oleju napędowego blisko 1,85 euro. „Nie możemy sobie pozwolić na powrót do wyższych stawek podatkowych w tym momencie” – dodał Giorgetti.

    Reakcje społeczne i polityczne

    Decyzja rządu spotkała się z ulgą głównych stowarzyszeń konsumenckich, takich jak Codacons i Unione Nazionale Consumatori. „To oddech dla rodzin, które już teraz zmagają się z rosnącymi kosztami życia” – skomentował Massimiliano Dona, prezes UNC. Opozycja z kolei krytykuje rząd za brak długofalowej strategii. „Przedłużanie obniżki akcyzy to tylko tymczasowe rozwiązanie” – powiedziała Elly Schlein z Partii Demokratycznej. „Potrzebujemy strukturalnej reformy podatków na paliwa”.

    Na stacjach benzynowych w centrum Rzymu, przy via Nomentana i via Appia Nuova, kierowcy reagowali z umiarkowanym optymizmem. „Każde euro się liczy, ale nie wiemy, co będzie po maju” – przyznał Marco, taksówkarz spotkany o 11:15 na jednej ze stacji Q8.

    Wpływ na budżet państwa i gospodarkę

    Według szacunków Ministerstwa Finansów, przedłużenie obniżki akcyzy będzie kosztować państwo około 400 milionów euro miesięcznie. Rząd zapewnia jednak, że te koszty zostaną pokryte dzięki wyższym wpływom z podatku VAT oraz poprawie ściągalności podatków w innych sektorach. „To inwestycja w spokój społeczny” – podkreśliła premier Meloni podczas zamkniętej części posiedzenia.

    Ekonomiści są podzieleni. Część ekspertów, jak prof. Carlo Cottarelli z Uniwersytetu Bocconi, uważa, że „utrzymywanie niskich podatków na paliwa może pomóc w walce z inflacją”, inni z kolei ostrzegają przed ryzykiem dla równowagi budżetowej w dłuższej perspektywie.

    Co dalej po 1 maja?

    Rząd nie wyklucza kolejnych działań, jeśli ceny ropy na światowych rynkach pozostaną wysokie. „Będziemy monitorować sytuację tydzień po tygodniu” – zapewnił minister środowiska Gilberto Pichetto Fratin. Na razie jednak nie ma planów wprowadzenia nowych ulg czy zmian w systemie podatkowym dotyczącym paliw.

    W najbliższych dniach dekret zostanie opublikowany w Dzienniku Ustaw i wejdzie w życie natychmiast po publikacji. Kierowcy mogą więc liczyć na utrzymanie obecnych cen przynajmniej do majówki – choć niepewność co do przyszłości pozostaje.

    Włoski rząd stoi przed trudnym wyborem: chronić konsumentów czy dbać o stabilność finansów publicznych. Na razie wybrał pierwszą opcję – ale tylko na kilka kolejnych tygodni.

  • Prysmian rivoluziona il settore con il primo cavo a impatto carbonico negativo al mondo

    Prysmian rivoluziona il settore con il primo cavo a impatto carbonico negativo al mondo

    Prysmian lancia il primo cavo al mondo che “mangia” CO2
    MILANO – Una svolta che potrebbe cambiare il panorama dell’energia arriva oggi, 24 marzo 2026, da Milano. Prysmian ha presentato il primo cavo capace di assorbire fino a una tonnellata di CO2 per ogni chilometro. Un annuncio che, nelle intenzioni dei vertici aziendali, vuole essere un passo concreto nella lotta al cambiamento climatico. Al centro, la volontà di puntare su innovazione e sostenibilità per le reti elettriche del futuro.

    Il cavo che “ripulisce” l’aria: come funziona

    La novità firmata Prysmian nasce da un’idea semplice ma rivoluzionaria: ripensare ogni fase della produzione, dalla scelta delle materie prime al prodotto finito, per eliminare più CO2 di quanta se ne emetta. Il risultato? Un cavo con impronta carbonica negativa. In altre parole, non solo non inquina, ma aiuta anche a pulire l’atmosfera. “Questa volta l’impatto è davvero visibile”, hanno spiegato i tecnici durante la presentazione.

    Dai laboratori alla produzione su larga scala

    Superati i test, adesso Prysmian è pronta a portare questa tecnologia nelle fabbriche. Il primo pensiero va ai grandi clienti del settore Power Grid, ovvero chi gestisce le principali reti elettriche. Con stabilimenti in oltre 50 paesi, il gruppo punta a inserire i nuovi cavi nelle infrastrutture già in funzione. “Ci prepariamo a un salto in avanti mai visto nella riduzione delle emissioni di carbonio”, ha commentato un portavoce. Intanto, la richiesta di brevetto è già stata inviata.

    Dietro l’innovazione: materiali nuovi e ingegneria su misura

    Il segreto sta in due elementi chiave. Da una parte, l’ingegneria di ultima generazione: la struttura dei cavi è stata ripensata per garantire prestazioni ottimali senza rinunciare alla solidità. Dall’altra, ci sono i materiali innovativi. Una miscela di componenti a basse emissioni, materiali riciclati e bio-polimeri. “Abbiamo scelto con cura ogni materiale per abbattere la carbon footprint del prodotto”, ha spiegato il responsabile Ricerca e Sviluppo.

    Un chilometro, una tonnellata di CO2 in meno

    I numeri parlano chiaro: ogni chilometro di cavo installato assorbe fino a una tonnellata di CO2. Un dato che, applicato alle lunghezze delle grandi reti elettriche, può davvero fare la differenza. “Non si tratta solo di limitare i danni – racconta un ingegnere del team – ma di cambiare rotta: il nostro cavo aiuta attivamente la decarbonizzazione”.

    Pronti all’uso nelle reti già esistenti

    Uno dei punti di forza? I nuovi cavi si possono installare senza stravolgere le reti già operative. Secondo Prysmian, non serviranno grandi lavori: si potranno sostituire o aggiungere ai cavi attuali. “Vogliamo rendere la transizione all’energia pulita più semplice e veloce”, ha assicurato il direttore commerciale ai giornalisti presenti.

    Decarbonizzazione, una corsa contro il tempo

    L’annuncio arriva in un momento chiave. Il settore energetico è sotto pressione per accelerare la decarbonizzazione. Le reti elettriche, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, pesano per circa il 20% delle emissioni globali legate all’energia. Soluzioni come quella di Prysmian potrebbero abbassare questa quota, soprattutto se adottate su larga scala. “La strada da fare è ancora tanta – ha ammesso un dirigente – ma questa è una tappa fondamentale”.

    Il mercato osserva e si prepara

    Le prime reazioni dal mondo industriale non si sono fatte attendere. C’è chi parla di “passo avanti concreto”, altri restano in attesa di vedere i risultati della produzione su larga scala. Prysmian, intanto, guarda avanti: “Continueremo a investire in ricerca per rendere le nostre soluzioni sempre più sostenibili”, ha concluso il CEO in conferenza stampa.

    In poche parole, il nuovo cavo a impronta carbonica negativa non si limita a ridurre le emissioni: le assorbe. Un esempio di come la transizione ecologica possa partire da innovazioni concrete, nate nei laboratori italiani e pronte a cambiare le regole del gioco nel mondo dell’energia.

  • Atene contro Sparta, la sfida tra due potenze che ha cambiato la storia

    Atene contro Sparta, la sfida tra due potenze che ha cambiato la storia

    Canfora riscrive la guerra del Peloponneso: tra miti sfatati e sguardi sul presente

    Martedì 10 febbraio 2026, in edicola con il Corriere della Sera, arriva il secondo volume della collana dedicata a Luciano Canfora: La grande guerra del Peloponneso. Un libro che non si limita a raccontare la solita storia del conflitto tra Atene e Sparta, ma la rilegge con occhio critico e senza peli sulla lingua. Canfora, uno dei filologi e storici più affermati in Italia, si diverte a smontare le verità che abbiamo sempre dato per scontate, partendo dal ruolo di Tucidide. Il grande storico, spesso dipinto come padre della storiografia “scientifica”, secondo Canfora sarebbe stato anche un narratore con molta fantasia.

    “Fa sorridere che il venerato fondatore della storiografia ‘scientifica’ sia al tempo stesso considerato un provetto romanziere”, scrive Canfora. Prende di mira la vecchia storia secondo cui Tucidide sarebbe stato esiliato da Atene per vent’anni durante la guerra. E si chiede: come avrebbe fatto a raccontare con tanta precisione fatti e discorsi accaduti in città? L’unica risposta possibile è che, oltre a essere storico, Tucidide fosse anche un ottimo inventore di storie. Da qui la battuta di Canfora: “provetto romanziere”.

    Atene e Sparta, dietro la facciata due potenze pronte allo scontro

    Nel volume, che resterà in edicola per una settimana insieme al quotidiano, Canfora allarga il campo rispetto alle date tradizionali. Se Tucidide colloca l’inizio della guerra del Peloponneso al 431 a.C. e la fine al 404, Canfora propone di partire dal 447 e arrivare fino al 394 a.C. Così si capisce meglio da dove nasceva davvero la tensione tra le due città più potenti della Grecia.

    Per Canfora, Atene e Sparta erano entrambe oligarchie, nonostante la fama democratica della prima. Atene viene descritta come “una città imperialistica, rissosa, autodistruttiva, inutilmente anzi rovinosamente oltranzista”. Il vero motivo della guerra? Non la difesa della democrazia, ma la voglia di Atene di allargare il proprio dominio sul mare, a discapito di Sparta. Da lì lo scontro armato era solo questione di tempo.

    I Persiani: il terzo incomodo che ha cambiato tutto

    Nel racconto di Canfora spunta anche il protagonista che di solito resta nell’ombra: l’Impero persiano. Non solo spettatore, ma vero e proprio artefice del destino del conflitto. Mentre Atene e Sparta si logoravano a vicenda, i Persiani seppero inserirsi nella partita, facendo pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Un dettaglio che, secondo Canfora, spesso passa sotto silenzio.

    Quello che distingue davvero il lavoro dello studioso barese è il suo approccio da “segugio” dei testi antichi. Nessun dettaglio viene lasciato al caso: “L’assillo di confrontarsi a fondo con ciò che non quadra e di fornire prove delle sue deduzioni”, si legge nella presentazione. È il suo marchio di fabbrica.

    Aristofane e la satira: ad Atene si rideva anche della politica

    Nonostante le critiche alla retorica che dipinge la Atene classica come il paradiso della libertà, Canfora riconosce un tratto unico alla città: la forza della satira politica, soprattutto grazie al teatro di Aristofane. “La risata è un’arma politica di straordinaria efficacia”, spiega. Prendere in giro il potere voleva dire minarne l’autorità.

    Anche durante la guerra, sul palcoscenico del teatro comico – molto meno prudente rispetto alla tragedia – gli intellettuali potevano criticare apertamente le scelte del governo. Segno che il dibattito pubblico, ad Atene, era vivo anche nei momenti più bui.

    Una collana che riporta l’antico tra le pagine di oggi

    La grande guerra del Peloponneso è solo una tappa di una raccolta di 25 volumi che ripercorrono le opere principali di Luciano Canfora – dal successo su Giulio Cesare (ancora in edicola) a titoli come Filologia e libertà e La biblioteca del patriarca. Tutta la serie si trova anche in abbinamento con La Gazzetta dello Sport.

    Canfora, classe 1942, è uno degli intellettuali più ascoltati del nostro tempo. Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo. Ha diretto riviste come Quaderni di Storia, curato collane per Sellerio ed Edizioni di Pagina, e fa parte dei direttivi di periodici internazionali come “Historia y critica” (Santiago), “Journal of Classical Tradition” (Boston) e “Limes” (Roma).

    L’appuntamento successivo con la collana è fissato per il 17 febbraio, quando uscirà Augusto, figlio di Dio. Nel frattempo, il volume sulla guerra del Peloponneso invita i lettori a guardare all’antichità con occhi nuovi, scoprendo quanto quelle storie di potere, guerra e politica ci riguardino ancora oggi.

  • Il festival Passaggi si rinnova tra le meraviglie della Basilica di Vitruvio

    Il festival Passaggi si rinnova tra le meraviglie della Basilica di Vitruvio

    Passaggi Festival 2026, Fano si accende con la Basilica di Vitruvio

    Dal 24 al 28 giugno 2026, Fano si prepara a vivere la sua settimana più attesa con la XIV edizione del Passaggi Festival. Quest’anno, tutto ruota intorno a una scoperta che ha scosso la città: la Basilica di Vitruvio. Giovanni Belfiori, direttore della rassegna, lo ha detto chiaramente: “Per noi fanesi non è solo archeologia. È una storia che ci portiamo dentro, che si racconta ai bambini e si passa di generazione in generazione”. Il tema scelto per il festival, “A misura d’Uomo. Idee, città, civiltà. Da Vitruvio al presente”, vuole essere un vero tributo alle radici della città e al suo patrimonio.

    Dalla colazione a notte fonda: il festival che non si ferma mai

    Anche quest’anno la formula vincente non cambia: libri e incontri sparsi tra centro storico e lungomare, dal mattino fino a mezzanotte. Belfiori lo sottolinea: “Il festival abbraccia ogni angolo della città”. Tra le iniziative che animano Fano ci sono Fuori Passaggi Music&Social, Libri a colazione, Piccoli asSaggi e La Scienza sotto le stelle. Senza dimenticare Passaggi libri e caffè, la libreria che resta un punto di riferimento tutto l’anno, con eventi e presentazioni che tengono viva l’atmosfera del festival.

    Tra i momenti più attesi torna anche “Una Lettura fra le Nuvole”, il progetto realizzato con “la Lettura” per dare spazio ai giovani fumettisti. Un’occasione importante per chi sogna di farsi notare nel mondo del graphic novel e per avvicinare i ragazzi alla lettura.

    Poesia, premi e ospiti d’eccezione: il festival alza l’asticella

    Il 2026 segna il ritorno della poesia al festival. Sul palco saliranno poeti già noti, nuove voci e giovani performer di poetry slam. Non mancheranno mostre, spettacoli teatrali e la consegna dei tre storici premi Passaggi: uno per un giornalista, uno per un protagonista della musica o della cultura popolare e uno per chi si è distinto nella saggistica.

    A guidare il comitato scientifico resta Nando dalla Chiesa, che sarà a Fano anche per presentare il suo nuovo libro, “La ragazza di vicolo Pandolfini” (Edizioni San Paolo), dedicato alla moglie Emilia Cestelli, scomparsa nel 2021. Un appuntamento che promette di attirare l’attenzione di tanti, dagli addetti ai lavori al grande pubblico.

    Sul palco la lectio magistralis: Vitruvio raccontato da Paolo Clini

    Il gran finale, come da tradizione, è affidato a una lectio magistralis che quest’anno porta la firma di Paolo Clini, docente dell’Università Politecnica delle Marche e direttore del laboratorio mAIndh, centro italiano per l’intelligenza artificiale applicata ai beni culturali. Clini, protagonista della ricerca sulla Basilica di Vitruvio, ha ricordato: “Il ministro Giuli ha parlato di un ‘prima’ e un ‘dopo’ questa scoperta. In quella colonna, in questa Basilica, c’è l’inizio della nostra civiltà. Sta a noi raccontarla perché diventi davvero di tutti”.

    Tradizione e futuro: la sfida della “misura”

    Il filo rosso del festival sarà il concetto di “misura”: dall’armonia dell’architettura alla sostenibilità delle città, dalla convivenza civile alle nuove sfide dell’intelligenza artificiale. A Fano arriveranno filosofi, scienziati, storici, economisti e giornalisti per chiedersi se i principi di Vitruvio, quelli di solidità, utilità e bellezza, possano ancora guidarci nel costruire il domani.

    In città si sente già fermento. Nei bar si parla della Basilica, ci si chiede cosa cambierà per Fano. “È come se avessimo ritrovato un pezzo di noi stessi”, racconta una libraia di via Arco d’Augusto. C’è chi guarda alle novità del festival, chi si lascia affascinare dalle radici antiche: l’impressione diffusa è che questa edizione possa davvero segnare un prima e un dopo per la città.

    Il programma dettagliato si scoprirà nelle prossime settimane. Una certezza però c’è già: dal 24 al 28 giugno, Fano sarà il crocevia delle idee, dei libri e degli incontri. Sotto lo sguardo di Vitruvio e della sua Basilica finalmente ritrovata.