Castelli denunciato dalla moglie: accusata anche la vice, lei nega l’aggressione: «Non ho mai sfiorato nessuno»

Castelli denunciato dalla moglie: accusata anche la vice, lei nega l’aggressione: «Non ho mai sfiorato nessuno»

Denuncia della moglie di Castelli: nel mirino la vice Losi, udienza il 30 giugno

Sara Fumagalli, 55 anni, moglie dell’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli, ha denunciato Francesca Losi, vice del politico e candidata sindaca a Lecco. Al centro della denuncia c’è un episodio che Fumagalli colloca con precisione: l’8 novembre 2025, nella loro casa di Cisano Bergamasco (Bergamo), dove sostiene di essere stata aggredita. Losi nega e parla di una vicenda “personale e familiare”. In risposta ha presentato controquerela. E nello stesso incastro di carte risulta anche Castelli, a sua volta denunciato per violenza privata: lui dice di non aver ricevuto notifiche.

Una storia che tiene insieme politica locale, rapporti privati e Procura. E che, inevitabilmente, sta facendo rumore: in paese le voci corrono, spesso più in fretta degli atti ufficiali.

La prima data cerchiata, intanto, è quella del tribunale: il 30 giugno Losi dovrà comparire davanti al giudice di pace con l’accusa di lesioni. L’udienza, per quanto trapela, ruota attorno al referto medico e alle due versioni contrapposte. A Cisano se ne parla sottovoce, nei bar e fuori dalle scuole. Ma i contorni, per ora, restano quelli di un fascicolo ancora tutto da mettere a fuoco.

Fumagalli: “Strattonata in camera da letto”, poi il pronto soccorso

Per la difesa di Fumagalli, la presunta aggressione sarebbe avvenuta dentro l’abitazione di Cisano Bergamasco, in un punto preciso: la camera da letto, “tra l’angolo chiuso del letto e il comodino”. È il dettaglio su cui insiste l’avvocata Amelia Vetrone, del Foro di Firenze: una colluttazione fatta di spinte e strattoni, fino alla decisione di andare al pronto soccorso.

Il referto, sempre secondo la ricostruzione della legale, parla di contusioni con una prognosi di cinque giorni. Un tempo breve, ma che basta – sul piano procedurale – a far entrare in campo l’ipotesi di lesioni e a portare al deposito della querela. Sul perché, invece, non si va oltre la cautela: “La mia assistita si è vista aggredita in casa sua”, ha detto Vetrone, aggiungendo che in aula Fumagalli sarebbe intenzionata a costituirsi parte civile.

Cosa abbia fatto scattare tutto, e perché proprio quel giorno, non risulta al momento scritto nero su bianco in modo pubblico. “Prima non c’era stato nulla”, sostiene la difesa. Una frase che, così com’è, lascia più domande che risposte.

Losi: “Non ho mai sfiorato nessuno”. E presenta controquerela

Francesca Losi, giornalista cinquantenne, due figli, oggi vice segretaria federale del Partito popolare del Nord (movimento fondato e guidato da Castelli dopo la rottura con la Lega di Matteo Salvini), respinge l’accusa senza giri di parole. Al telefono, dopo un primo contatto chiuso con un “posso richiamarla?”, torna su due punti: non avrebbe ricevuto alcuna citazione e, soprattutto, “io non ho mai sfiorato nessuno”.

Conferma però un passaggio già finito nelle carte: la controquerela per percosse contro Fumagalli. “Sapevo che si era mossa e, siccome quel fatto non è mai avvenuto, ho voluto tutelarmi”, spiega, mantenendo toni controllati. Poi aggiunge una frase che potrebbe pesare anche sul piano politico: “Sto vivendo una campagna elettorale bellissima. I dibattiti possono essere accesi, ma la violenza non fa parte di me”.

Quando le si chiede se ci sia stato un fraintendimento, Losi si ferma: “Dietro c’è una faccenda molto personale e familiare”. E non aggiunge altro. Poche parole che, nel vuoto di dettagli, finiscono per alimentare letture e retroscena.

Castelli finisce nella vicenda: “Due appartamenti, rapporti pessimi”

Nel quadro entra anche Roberto Castelli, che compirà 80 anni a luglio e che, secondo quanto riferito, sarebbe stato denunciato per violenza privata. Lui dice di esserne venuto a conoscenza con sorpresa: “Non è un pesce d’aprile, vero? È già passato”, prova a sdrammatizzare. Poi però è netto: “A me non è stato notificato nulla e non ero al corrente della denuncia che mi riguarderebbe”.

Castelli parla di una crisi coniugale ormai stabilizzata. “Con mia moglie viviamo nella stessa abitazione, ma in due appartamenti separati ormai da quasi un anno”, racconta. I contatti, dice, sono ridotti all’osso: “Abbiamo pochissimi rapporti e quei pochi sono pessimi. Stiamo cercando una via per la separazione”. Sulla presunta aggressione attribuita a Losi, taglia corto: sostiene di non saperne nulla.

Sulla querela che riguarda Castelli lavorerà, da quanto emerge, un vice procuratore onorario. Gli accertamenti non sono ancora conclusi e la prudenza resta d’obbligo. Per il resto parleranno le notifiche, i referti e, soprattutto, l’aula del giudice di pace.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *